Mannaert, ad del Club Brugge: “Ci innamorammo di Bacca dopo due partite. E’ un lottatore che sognava il Milan”

La storia di Carlos Bacca è molto simile a quella di molti giocatori sudamericani, partiti dal niente e arrivati nell’olimpo del calcio europeo grazie al talento, all’ambizione e alla voglia di sfondare. L’attaccante del Milan è uno di questi e ai microfoni del sito GianlucaDiMarzio.com, l’ad del Club Brugge, Vincent Mannaert ha raccontato di come portò Bacca in Belgio: “Era l’estate del 2011 quando provai a prenderlo per la prima volta. Giocava e segnava nello Junior, ma il presidente non mollava, volevano tenerlo a tutti i costi. Ripartii a Natale, andai in Colombia per riprovarci. Stava segnando tantissimo, e il Presidente non cedeva… Ci pensò lui a spingere per venire in Belgio: ‘E’ la mia grande occasione, lasciatemi andare. Sogno l’Europa e un giorno, chissà, il Milan”. Il costo? 1,4 milioni. Fu anche merito di una bella dritta, ci dissero che c’era questo buon attaccante in Colombia: bastarono due partite per convincerci a prenderlo“.

Il diavolo nel destino, un Milan che ha trovato quest’estate e Mannaert è sicuro che anche in rossonero dimostrarà tutte le sue qualità: “Lo chiamo l’occhio della tigre, perché ha sempre ottenuto ciò che voleva. E’ determinato, convinto. In campo come fuori… E’ fortissimo mentalmente, anche nei momenti di difficoltà gli leggi negli occhi la convinzione di andare avanti. Sono stato felicissimo di quanto abbia fatto bene a Siviglia e convinto che farà bene anche al Milan. Perché Carlos è un lottatore, uno che non molla mai e continuerà a farlo sapendo da dove è partito… E pensate che siamo ancora in contatto: ha invitato il nostro team manager al derby contro l’Inter e gli abbiamo portato una maglietta con scritto ‘gracias bomber’“.

Umiltà, voglia di vincere e determinazione: il nuovo condottiero rossonero è pronto a riportare in alto il Milan.

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