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Editoriale

Ibrahimovic “incide” anche sul mercato in uscita: dalla scelta del numero, gli indizi sulle cessioni?

Dopo due mesi esatti di suspense – la sua ultima partita ufficiale risale infatti allo scorso 25 ottobre con la maglia dei Los Angeles Galaxy – Zlatan Ibrahimovic ha sciolto le riserve e da ieri è un ufficialmente un nuovo giocatore del Milan, il profilo scelto da Elliott e dalla dirigenza rossonera per immettere esperienza e personalità all’interno di uno spogliatoio che in questi mesi ha dimostrato di esserne carente.

Subito dopo il comunicato emanato ieri intorno alle 19, tra tifosi e addetti ai lavori è partito il solito toto-numero, con molti supporters rossoneri che già vogliono acquistare la casacca del gigante svedese. Ma quale numero di maglia sceglierà Ibra? Non è facile capirlo, anche perchè – scorrendo il passato del bomber di Malmoe e la rosa rossonera – i numeri “preferiti” da Zlatan sono di fatto tutti occupati. E pertanto, mai come stavolta, la scelta del numero potrebbe dare anche importanti indizi di mercato, perchè l’attuale “proprietario” di quella determinata maglia potrebbe cambiare aria e lasciarla ad Ibrahimovic.

Nei suoi ventiquattro anni di carriera, in particolare, Ibra ha indossato sei numeri di maglia, due dei quali però solo temporaneamente, per brevi parentesi: si tratta del 49 (indossato l’ultimo anno di Juventus, stagione ’06/’07) e del 18 (’12/’13, prima stagione al PSG). Il numero preferito è certamente il 9, quello che per antonomasia identifica il centravanti: Ibra lo ha indossato per ben dodici stagioni (con Ajax, Juventus, Barcellona, Manchester United e Los Angeles Galaxy), intervallate dall’utilizzo della 10 (cinque stagioni tra PSG e United), della 8 (tre stagioni all’Inter) e della 11 (le due annate al Milan).

Tutti numeri, quelli citati, già indossati quest’anno, rispettivamente da Suso (la numero 8), Piatek (la 9), Calhanoglu (la 10) e Borini (la 11). E proprio quest’ultimo è il numero più probabile, anche in virtù di un “indizio” comparso sul sito del Milan di cui vi abbiamo parlato ieri (qui per leggere di cosa si tratta). Del resto, Borini è uno dei principali nomi sul banco delle partenze di via Aldo Rossi, visto che l’ex Sunderland non rientra nei piani di Pioli e quasi sicuramente nel corso del prossimo mese sarà ceduto altrove. Occhio anche alla 9 di Piatek, che potrebbe lasciare Milanello e cercare altrove quel minutaggio che con l’arrivo di Ibra andrà certamente a scemare. Più difficili le opzioni 8 e 10, visto che Suso e Calhanoglu non dovrebbero partire in questa sessione invernale e sono titolari inamovibili per mister Pioli.

Proprio perchè di fatto i numeri preferiti sono già occupati, nelle scorse ore è stata paventata la possibile scelta del numero 21 o addirittura – su provocazione dei colleghi di SportMediaset – quella del numero 1, che dovrebbe testimoniare la personalità dominante dello svedese, oltre che essere un’operazione di marketing. Una proposta che, per quanto simpatica, non mi vede assolutamente d’accordo: sarebbe uno smacco inaccettabile alla storia del Milan, che in 120 anni ha visto annoverare tra le sue fila – senza voler assolutamente sminuire Ibrahimovic – tanti Palloni d’Oro e campioni inarrivabili, senza che mai si sfiorasse nemmeno lontanamente l’idea di dare loro la maglia numero 1, che è bene continui a restare sulle spalle dei portieri…

Twitter: @Juan__DAv

This post was last modified on 28 Dicembre 2019 - 15:55

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redazione