Niente finale, che botta!

Niente finale, che botta!


Al termine dei soffertissimi 180 minuti della semifinale di Coppa Italia c’è molto amaro in bocca. Il Milan è fuori, perde un’occasione d’oro per trasformare la Coppa Italia in Coppa Milano (sempre che domani l’Inter conservi il vantaggio sulla Roma). Passa il Palermo, per i rosanero è la terza finale della sua storia. La botta è forte, perché il Milan vale molto di più di questo Palermo e perché una semifinale contro l’ottava in classifica non capita molto spesso.

Gli uomini di Allegri questa sera erano chiamati allo strappo decisivo nel trofeo nazionale e tutti i milanisti si attendevano il ruggito del leone, un leone tronfio e consapevole di essere il sovrano del regno italico. Finora in Coppa il Milan ha “giochicchiato”, tra un Bari che a gennaio era già ultimo e una Samp che nel 2011 è diventata un’altra squadra. Poi il Palermo, un’altra non prima della classe. E il 20 aprile scorso, a Milano, si doveva vincere, soprattutto alla luce dell’immediato vantaggio di Ibra. E invece 2-2.

Stasera è sembrata, gol ed espulsioni a parte, la fotocopia dell’ultimo Palermo – Milan del 19 marzo. Senza Ibra, e contro una squadra attenta e ben organizzata in difesa, il Milan non ha mai trovato le giuste maniere (buone o cattive non importa) per superare la difesa e battere Sirigu. Una sveglia l’ha data Ibra, con quei due pali presi con un solo tiro. Ma quell’Ibra, anche se acciaccato, andava messo dentro prima, se non subito, perché è l’unico della squadra e uno dei pochi al mondo in grado di gettare scompiglio nelle difese sistemate “all’italiana”. Infatti Pato e Robinho sono stati neutralizzati mentre lo svedese no.

Memorandum per Robinho per l’anno prossimo: i gol vanno fatti, non sbagliati, come successo anche oggi, alle ore 20.48. Rammentare la partita serve a poco, anzi serve solo ad ampliare la delusione. Primo tempo a senso unico, ma Milan mai pericoloso, incatenato dalla squadra di Delio Rossi. Secondo tempo più veloce, con un Palermo che si prende il ruolo di coprotagonista che gli spetta. D’improvviso il gol, Migliaccio di testa su calcio d’angolo battuto da Ilicic (e non vi aspettate che parli male di Thiago Silva perché non lo farò). Il Milan si sbilancia. Van Bommel tocca Ilicic lanciato a rete. Rosso per l’olandese, Bovo segna il 2-0 su rigore. Entra Ibra. Passa meno di un minuto e lo stesso Bovo si guadagna il rosso per un fallaccio su Pato. Poi Zlatan trova , 1 rigore non dato, 2 pali e il gol, a 90 secondi dal termine. Ma non è serata di miracoli (col 2-2 si sarebbe andati ai supplementari).

Stagione virtualmente finita, festa di sabato sera un po’ rovinata. Ma bisogna guardare avanti. Agosto, Pechino, finale di Supercoppa: lì potremo issare lo stemma di Milano sul tetto d’Italia, per un derby da capogiro. Oppure vendicarci del Palermo. Oppure ancora incrociare, previa impresa domani sera, la Roma, la quale evoca recenti e dolcissimi ricordi. Buonanotte Milan, domani è un altro giorno. Ma quell’Ibra messo prima…

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