Da Antonini a Traoré, passando per Zaccardo: comparse di un Milan che è passato senza fermarsi

Traoré (SpazioMilan)
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on linkedin
Share on twitter

salamon 2 (spaziomilan)Una stagione, mille sfaccettature. Per commentare l’anno calcistico del Milan non basta vedere e rivedere il successo incredibile di Siena, non serve ricordare solo la rimonta. Non bisogna dimenticare da dove, e soprattutto come, avevano cominciato i rossoneri. Da lontano, lontanissimo. Un’estate di addii e partenze, con acquisti ben poco numerosi e spettacolari. Il 2012/2013 del Milan ha nascosto problemi e conquiste, dalla quasi zona Serie B alla Champions, adesso anche matematica. Ma ci sono dei numeri, strettamente legati ai giocatori della rosa, che sorprendono, o quantomeno evidenziano quanto poco spazio hanno avuto e meritato.

Iniziamo da Luca Antonini. Dopo due anni di giovanili a cavallo degli anni 2000, è stato promosso in Prima Squadra nel 2008 (in mezzo 7 anni di Prato, Ancona, Sampdoria, Modena, Pescara, Arezzo, Siena ed Empoli). Da lì in poi ha cominciato ad essere preso seriamente in considerazione: 18 presenze nel 2008/2009, 25 ed una rete l’anno successivo, poi 32 nel 2010-2011 (le presenze maggiori), 27 nel 2011/2012 e solo 9 quest’anno. Ovvero la metà della prima stagione, quella “peggiore”. Il presente di Antonini parla dell’esplosione di De Sciglio, la scoperta Constant e l’ascesa, come prestazioni e rendimento, di Abate, che gli hanno lasciato panchine su panchine. Di questo il 77 rossonero si è lamentato, ma l’oggettività della situazione parla di un addio possibilissimo in estate, destinazione Russia. Quelle parole, spese a Milan Channel dopo Siena-Milan, suonano come ringraziamento: “Forza Milan sempre”. Un grido “alla Gattuso” un anno fa a Milan-Novara. Sarà dispiaciuto El Shaarawy, suo compagno di stanza a Milanello.

Passiamo a Traoré. Un vero e proprio oggetto misterioso. Quasi mai in campo, un acquisto di mercato sbagliato. Ha collezionato le stesse presenze di Antonini, 9, anche se, considerato il centrocampo rossonero, ampiamente da rivedere, meritava qualche occasione in più. Nel Milan ha stabilito un record: quello di essere il primo giocatore di movimento ad indossare la maglia numero 12. Magra consolazione. Ricorderemo con dispiacere l’errore contro la Juventus allo “Juventus Stadium” in TIM CUP, quando calciò addosso a Storari da due passi: sarebbe stato il prezioso 2-2.

Finiamo, chiudendo il discorso delle “comparse” rossonere, con Gabriel, Salamon e Zaccardo. I primi due sono giovani e rappresentano l’avvenire, il Milan ci punta ma le 0 presenza in campionato sorprendono. Zero. Se non qualche buona apparizione, specie per il portiere brasiliano, in Primavera. Zaccardo sapeva di dover soffrire, arrivando per fare la più classica delle riserve. E così è stato. E’ sceso in campo nel secondo tempo di Milan-Lazio e non ha fatto male.