Allegri è stato chiaro: prima la lingua, poi il campo. Vergara deve ancora pazientare (e lavorare)

Vergara
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VergaraL’emergenza che ha colpito la difesa è certamente il fardello più pesante che mister Massimiliano Allegri deve portare con sè in questo momento e la cosa più grave e che non si uscirà da questa situazione prima di un paio di settimane, con nel mezzo almeno Torino, Celtic in Champions e Napoli.

In questo momento il tecnico livornese può contare solo su un terzino destro (Zaccardo), due mancini (Emanuelson e Constant) e, cosa più grave, solo tre centrali di difesa, visto che Bonera è ancora lontano dal pieno recupero dopo l’infortunio al ginocchio e Silvestre è stato appena operato alla rotula e ne avrà per un mese. Con questi presupposti, l’unica alternativa a Zapata e Mexes, detto di Zaccardo che sarà “costretto” ad emigrare a destra, resta Jherson Vergara, promettente centrale classe ’94 acquistato dai rossoneri quest’estate dai colombiani dell’Universitario Popayan. Qualche buona amichevole per lui nel precampionato rossonero e poco altro, visto che per un giocatore appena maggiorenne l’ambientamento in un campionato difficile come l’Italia è necessariamente lungo e faticoso.

Lo stesso Allegri lo ha detto chiaramente nella conferenza stampa di ieri: “Vergara è ancora indietro, è un ragazzo del ’94 che viene da un campionato di serie B colombiana, ha bisogno di imparare il calcio italiano e soprattutto la lingua, bisogna avere pazienza, aggiungendo, poi, che se dovessero presentarsi eventuali problemi a Zapata e Mexes, sarebbe Zaccardo a prendere il loro posto (con Poli a destra) e non il nativo di Florida, che sicuramente dovrà lavorare ancora tantissimo prima di lanciarsi sul palcoscenico nazionale ed internazionale, come testimoniato anche dalla sua esclusione dalla lista Champions.

Teniamo subito a precisare che quella di Allegri è tutto fuorchè una bocciatura: i tifosi rossoneri sanno benissimo come l’ex allenatore del Cagliari si è comportato in questi anni con i giovani, da De Sciglio ad El Shaarawy, passando per Niang. Inserimento graduale (soprattutto se si tratta di giocatori stranieri, dunque in difficoltà con la lingua), presenze ponderate al massimo per essere certi che nel momento in cui verranno mandati in campo le gambe non tremino. Sarà così anche per Jherson e chi si aspettava un suo immediato utilizzo, ne resterà indubbiamente deluso…

(Foto: AcMilan.com)