Difesa Milan - La diga non cede totalmente contro i marziani blaugrana

Una difesa meno drammatica del solito viene punita dalle abituali disattenzioni individuali, però…


emanuelson barçaUn Milan così difensivista probabilmente non lo avevamo mai visto, non tanto per l’atteggiamento, che ormai nelle numerose partite contro il Barcellona è standardizzato, quanto negli uomini, con otto giocatori difensivi ed i soli Binho e Kakà a cercare di far male ad un Barcellona lontano anni, anzi millenni luce, al quale non puoi fare paura senza un minimo di propensione offensiva ed il secondo tempo lo dimostra: non appena il Milan mette il muso oltre il centrocampo, infatti, i catalani capiscono che non si tratta del solito allenamento “attacco contro difesa” alla Ciutat Esportiva Joan Gamper.

Dicevamo, dunque, di un Milan costantemente arroccato, ma che, nonostante questo, torna dalla Catalogna con tre gol al passivo e tante altre occasioni sbagliate da Messi e compagni. Eppure la difesa nel suo complesso non è stata totalmente disastrosa soprattutto se consideriamo il potenziale offensivo dell’avversario e paragoniamo il match del Camp Nou con le spesso imbarazzanti prestazioni offerte in questo primo quarto di campionato. A condannare ancora una volta il Diavolo sono le disattenzioni individuali, nel caso in specie di Abate e Zapata, che in un contesto del genere vengono inevitabilmente amplificate.

Il primo gol è l’esempio di quanto in Italia siamo indietro nella comprensione del gioco e dei fischi arbitrali. In Europa contatti del genere vengono sempre fischiati (l’episodio del rigore fischiato sul contatto Chiellini Ronaldo due settimane fa al Bernabeu avrebbe dovuto fare scuola) ed Abate doveva lasciare andare Neymar che il pallone non lo avrebbe mai raggiunto. La rete di Busquets, invece, avrà gettato nello sconforto più totale tutti i tifosi rossoneri che ormai tremano ad ogni calcio piazzato. Pochi minuti prima il telecronista di Sky Sport aveva evidenziato una statistica: nei centododici calci d’angolo battuti dai blaugrana nelle diciassette partite disputate dall’inizio della stagione, c’è stato un solo gol di Piquè, a testimonianza di una squadra che segna pochissimo di testa. Ed invece… siamo stati capaci di prendere l’ennesimo gol da calcio da fermo, tra l’altro lasciando clamorosamente solo l’unico saltatore degno di questo nome nella rosa di Martino, insieme allo stesso Piquè. Anche se in fuorigioco.

Per il resto, il rientro di Mexes ha dato maggiore qualità al pacchetto arretrato, ma il francese deve smussare ulteriormente un temperamento ancora troppo irruento; sulla sinistra c’è stata la sorpresa Emanuelson al posto di Constant e la scelta non è stata così sbagliata, dato che l’olandese ha cercato di proporre qualche sortita offensiva, preoccupandosi comunque di tenere a bada Sanchez, che non a caso è stato il meno pericoloso del tridente catalano proprio grazie alla discreta prova di Urby. Concludendo, dunque, abbiamo visto una retroguardia compatta ma disattenta, due caratteristiche che non possono coesistere. E’ lapalissiano dire che da ora in poi a prevalere dovrà essere la prima delle succitate.

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