L’influenza di Silvio Berlusconi, l’equilibrio di Seedorf. E luce fu

Ci voleva l’influenza di Berlusconi per rendere Seedorf meno ossessivo sulle proprie idee di gioco ma anche più efficace nel limitare gli avversari. Ad Arcore presidente ed allenatore, insieme a Galliani, hanno parlato di calcio ma anche di assetto tattico: difficile non pensare che verso l’olandese non sia stata mossa nemmeno una minima perplessità sulla squadra, in campo con un modulo poco equilibrato ed ancora inadatto. Ma alla fine, comunque, quella cena si è conclusa con sorrisi e grande fiducia. E chi dice il contrario dice il falso. Poi Milanello, prima della Champions, dove Berlusconi ha suonato una scossa benefica, come sempre.

E non può essere un caso che dopo la visita del Presidente (“una festa” per Galliani), il Milan abbia comandato in lungo e in largo i Colchoneros di Simeone, primi nella Liga. Questo, grazie al “bel giuoco” ma anche all’intelligenza ed al rispetto di chi si aveva di fronte, pensando sì a come attaccarlo ma prima studiando bene come limitarlo. E così il 4-2-3-1 usato in fase di possesso è diventato 4-4-1-1 in fase di non possesso, con il sacrificio di Poli e la disponibilità di Essien a ricoprire l’esterno sinistro di centrocampo. Così sono stati chiusi i corridoi per le loro ripartenze e quasi disinnescati Arda Turan e Diego Costa. Mediana robusta e palla bassa: eccolo l’equilibrio, testimonia La Gazzetta dello Sport.

Non solo, anche grinta ed un’insolita ma piacevole velocità in fase offensiva, con Kakà e Taarabt mobili, dinamici e che spesso hanno creato la superiorità numerica. In Champions si è visto lo spirito del guerriero, che può far ben sperare per il ritorno a Madrid ma soprattutto che mette il Milan di fronte all’esame finale: ripetere questa prestazione anche in campionato, già domenica contro la modesta Sampdoria.

(Foto: AcMilan.com)

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