Jacobone in: “Milan troppo brutto, anche per gli investitori. L’unico che può salvarci è Ibra”

Che sudata ragazzi. E non parlo solamente del sofferto successo sull’Empoli. Ma bensì dell’intensa giornata che ha travolto me e tanti tifosi rossoneri. Al torrido caldo estivo, mi ci sono messo io con un post sulla mia bacheca personale dove puntavo deciso come un toro che punta i deficienti che invadono le strade di Pamplona, sull’arrivo dell’unico giocatore in grado di spostare gli equilibri in questo pianeta, Zatlan Ibrahimovic.

In molti hanno pensato ad un colpo di caldo, un insolazione. Ma vi posso assicurare che Augusto e i suoi 38 gradi, non hanno influito sulla mia scelta di rilanciare questa notizia. Sono diversi giorni che la notizia di un possibile arrivo in extremis di Ibra mi veniva riproposta con maniacale cadenza dalla fonte con la quale sono in contatto. Ognuno ha le sue e spesso sono il cugino del cognato del panettiere sotto casa di tizio o di caio. Ma le fonti si rendono affidabili in caso di concretizzazione delle loro boutade. Ecco, proprio perché proveniente dalla stessa che da oramai 6 anni mi anticipa i trasferimenti più incredibili, come potevo non credergli. Dalla partenza di Thiago Silva nonostante il celebre annuncio “Thiago resta” al ritorno di Kakà due anni fa; Dall’arrivo di Balotelli nel 2013, al recente acquisto da parte di Mr Bee. Sono innumerevoli le volte che si sono verificati i fatti da lui annunciati, processo di smembramento del Milan compreso. Bene, ripeto. Come non credergli. Chiarito che non mi sia recato dal mago Otelma ne tantomeno inebriato di gazzosa, veniamo al punto che interessa tutti i tifosi milanisti. Il Milan sta ancora trattando Ibrahimovic? La risposta ovviamente è sì. Ricostruendo brevemente l’accaduto, ecco gli esatti passaggi.

Tutto parte dall’insoddisfazione di Berlusconi per quanto sta accadendo alla squadra, dentro e fuori dal campo. La preoccupante prestazione di Firenze, unita alla discutibile costruzione della rosa, nonostante le ingenti somme investite, hanno fatto in modo che l’allarme scattasse in quel di Arcore. Il desiderio di rilancio dei rossoneri, che per noi tifosi è figlio della passione per la nostra squadra del cuore, ha per il Presidente una valenza che abbiamo imparato a conoscere negli anni. Quella politica. Il ritorno sulla scena nazionale con i suoi progetti di nuovo partito, non possono essere intaccati in quello che è da sempre stato il suo ingrediente preferito, quello dell’uomo vincente. Lungi da me mischiare il sacro col profano. E con sacro intendo il mondo del pallone, sia chiaro. Ma negare l’evidenza non aiuta a capire le dinamiche di quello che e’ successo e che potrebbe succedere. Da qui la decisione di intervenire direttamente. Un po’ perché a certi piani alti, ci si guarda negli occhi e con interlocutori dello stesso livello. Un po’ perché l’antica e ostentata amicizia con Adriano Galliani, è in piedi con lo scotch da oramai diversi anni. Quale occasione migliore per un pranzo in quel di Sardegna? La data è stata il 27 scorso ed esattamente dopo la conclusione del vertice Pagliar-Qatar che ha visto diversi esponenti della famiglia Al Thani, discutere i loro numerosi investimenti nella fantastica isola sarda. L’incontro c’e’ stato e ha visto mettere sul tavolo diversi interessi, tra questi Ibrahimovic. Berlusconi ritiene da sempre lo svedese l’unico giocatore in grado di, con un investimento comunque abbordabile, cambiare la storia del campionato italiano. Di questo ne abbiamo avuto la prova nel 2010. Il suo arrivo trasformò un Milan in fase calante e rese campioni dei giocatori che si rivelarono poi dei semplici paracarri. A qualcuno a Milanello fischieranno le orecchie. Berlusconi lo sa e pare abbia chiesto la cortesia di liberarlo per un suo ritorno al Milan. Decisione rimandata ad intensi scambi di telefonate e fax ancora in corso. I tweet di Jennifer Wegerup con la sua presenza a Milano e i suoi ammiccamenti ad una piazza che preferisce rispetto a Parigi, hanno reso piccante questa giornata fatta di chiamate, riscontri e teorie da Kgb.

L’epilogo non è stato ancora scritto e le smentite di Galliani, hanno la valenza dei soldi del Monopoli. La denuncia lanciata dal comunicato della curva sud, mi trova concorde al cento per cento e difficilmente troverei, al suo interno, una virgola da correggere.

Questo Milan è troppo brutto da vedere. Per noi milanisti come per chi i soldi sta incominciandoli a mettere sul serio. Da Berlusconi ai finanziatori ad occhi a mandorla, se il primo si è stancato di vedere evaporare le risorse investite fino ad ora, i secondi non sono soliti metabolizzare amici di merenda e relativi torbidi affari. Avranno pure gli occhi socchiusi, ma sanno tenerli bene aperti quando si parla di profitto, fidatevi.

Tornando al calcio giocato, il Milan visto contro l’ Empoli è ancora lontano dall’essere una squadra competitiva. I fantasmi dello scorso anno si ripresentano con una frequenza imbarazzante. Lo stesso Mihajlovic ha fatto riferimento a questo aspetto. E il fatto che il Mister non ci costringa a scontate e patetiche conferenze stampa come negli anni passati, è già un ottimo punto di partenza. Ma i trofei non si vincono a parole ne tantomeno con annunci davanti ai microfoni dei giornalisti. Il campo continua ad emanare sentenze e la squadra a gridare la necessità di qualità in mezzo al campo.

Guardare il Milan sembra di vedere una partita di palla prigioniera. Da una parte la difesa con l’ottimo e brillante Romagnoli, benedetti quei 25 milioni. Dall’altra un attacco che dopo tanto tempo da l’idea di pericolosità e colpi di classe. Nel mezzo, il buio più profondo con un’accozzaglia di giocatori che sembrano a volte addirittura scontrarsi. Ricordate la partita di Filini e Fantozzi in mezzo al fango? Ecco, appunto.

Il tempo stringe e i giorni alla fine del mercato si sono trasformati in ore. Un lento scorrere dei minuti intervallato da refresh dei siti sportivi, in attesa della bella notizia. I tifosi lo sanno e dimostrano di conoscere i giocatori sul mercato, meglio di quanto lo sappiano i talent scout rossoneri. Ammesso che esistano ancora. E con loro lo sa anche Sinisa che al termine del match contro un buon Empoli, ha dichiarato “per dare un gioco alla squadra serve tempo, ma io non ne ho”. La società lo saprà anche lei? Chissà, vedremo.

Vi aspetto su Twitter (@nonevoluto) e su Facebook alla pagina “Milanisti Non Evoluti 2.0″, Alessandro Jacobone

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