Quanti allenatori dovranno essere ancora immolati?

Quanti allenatori dovranno essere ancora immolati?


Non sono solito commentare a caldo le partite. Non si è mai troppo lucidi e, con il sangue ancora in ebollizione, si rischia di analizzare con poca obiettività cio’ che è accaduto in campo. Ma questa volta faccio un’eccezione e lo faccio per un semplice motivo. Quello visto stasera (ieri per chi legge), è lo stesso Milan in versione gatto bagnato che in sole 8 giornate è già riuscito a spegnere le speranze di una stagione dall’epilogo differente. Tanto vale mettere noi tifosi in campo un po’ di grinta, anche se solo attraverso una tastiera.

Mentre sto scrivendo questo articolo, in sottofondo stanno scorrendo le immagini della partita e i commentatori nello studio che vedrà per i prossimi tre anni la Champions loro esclusiva, parlano di un Milan in netta ripresa. Il tono delle mie parole in apertura, rendono chiara la mia opinione a riguardo. Contro un Torino mentalmente debole e che fino a giovedì non sapeva che formazione schierare causa infortuni e acciacchi, i rossoneri non sono riusciti a sfruttare i numerosi e insperati spazi concessi. Nonostante una manovra offensiva sacrificata in nome di un centrocampo di copertura, i ragazzi erano addirittura passati in vantaggio. Una situazione che avrebbe dovuto agevolare il Milan e le sue ripartenze, si è invece nuovamente trasformata nella nostra condanna. Avete presente i film di Bud Spencer dove i malavitosi, spesso tanto bassi da arrivare al massimo al suo ombelico, riuscivano con un po’ di fortuna a tirar lui il primo schiaffo? Bene, l’epilogo degli sketch lo conoscete tutti benissimo e il Milan me lo ricorda ogni volta.

Gli allergici all’ex nerazzurro Mihajlovic, vedono in lui il colpevole di questa situazione. Accompagnati dalle vedove di Pippo Inzaghi, rimproverano al serbo di aver a disposizione una rosa da +80 milioni rispetto a quella allenata dal vecchio cuore, re della maglia numero 9. A leggere i numeri del sito Transfermark, non si puo’ che dar loro ragione. Peccato che a far vincere le partite non siano i soldi spesi, bensì i giocatori acquistati con essi. E se questi vengono acquistati a prezzi tre volte superiori al loro valore di mercato, non è detto che rendano tre volte tanto. Mentre Baselli si è prontamente vendicato del muschio che il Milan gli ha fatto formare sugli scarpini in onore di una prelazione morale, Bertolacci continua a faticare come se avesse uno zaino pesante sulle spalle, quello dei 20 milioni. Per il giovane centrocampista, il Milan ha preso tempo, tanto da perderlo. Per Luiz Adriano invece no. 8 milioni sono stati consegnati con eccessiva velocità ad uno Shaktar che lo avrebbe perso a zero solamente sei mesi più tardi. 8 milioni che si avvicinano ai 10 spesi dal Toro per l’accoppiata Baselli–Zappacosta, entrambi giovani e promettenti. L’elenco degli errori della società rossonera, benché lunga, sembra però non essere oggetto di critica da parte della presidenza. Per un Presidente concentrato nella sua ricostruzione politica, risulta più facile giocare al gatto e il topo con l’allenatore piuttosto che ammettere di aver delegato all’amministratore sbagliato.
Criticare quindi Sinisa, è come guardare il dito di chi ci indica di guardare le stelle e fa il gioco di chi si nasconde ad ogni sconfitta, nonostante abbia lui costruito la squadra. Le dichiarazioni di Adriano Galliani nel pre Torino-Milan, hanno poi dell’incredibile. “Ci aspettavamo di più dopo i soldi spesi in sede di mercato”, ha sentenziato l’amministratore delegato della parte tecnica. Come se la squadra l’avesse costruita un altro e come se le fallimentari sessioni di mercato, siano state condotte dalle uniche vittime di questa soap opera societaria rossonera, ovvero gli allenatori.

Quanti allenatori dovranno essere ancora immolati in nome della difesa della poltrona in via Aldo Rossi? Sinisa non gode dell’immunità da ex rossonero e lo sa benissimo anche lui. La cosa che più mi spaventa è invece il suo sempre più trasandato look che sembra far trasparire una leggera rassegnazione. Dovesse essere così davvero, non mancherà molto al momento in cui un’altra macchina dai vetri oscurati supererà i cancelli di Arcore con a bordo un manipoli di senza dignità, capitanata da chi sa orchestrare bene questi teatrini. E tutto sarà come recentemente è capitato… “come l’anno scorso…e come l’anno prima

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