#IoStoConSinisa

#IoStoConSinisa


A disen “la canzon la nass a Napoli” ma lunedi’ prossimo il Milan di Sinisa Mihajlovic proverà a non far cantare di gioia il San Paolo. Lontani sono gli anni in cui si usciva dallo stadio partenopeo tra gli applausi e soprattutto con i tre punti in saccoccia. Ma il Milan visto nelle ultime settimane è quanto di meglio abbiamo potuto osservare nelle ultime 4 stagioni. Il carro di Sinisa si sta velocemente riempiendo, ma noi che abbiamo sempre creduto nel mister non abbiamo paura di stare stretti, anzi.

Vedere il Milan a ridosso della zona Champions riempie i cuori di tutti i milanisti, evoluti e non. Quindi godiamoci il momento e restiamo tutti uniti. La luce in fondo al tunnel forse, non è quella di un treno che ci sta venendo addosso. La tisana serba composta da erbe assai amare e poco digeribili da chi non ama correre, sembra proprio incominciare a da i suoi frutti. I crampi allo stomaco dei tifosi rossoneri si stanno calmando e da qualche domenica a questa parte, anche la bile è tornata a funzionare. L’ambiente ha trovato entusiasmo ma ancora di più una coesione di intenti in un gruppo di ragazzi che per diverse stagioni si era perso tra sgambate senza sudore e dossier nei bauli di macchine di servizio. Sinisa è riuscito nel suo intento. Creare un gruppo coeso e soprattutto vicino al suo credo.

Lui è il Mister, gli altri devono solo correre e fare il loro mestiere, ben pagato trall’altro. In un calcio che non accetta tempi morti, era logico pero’ dare tempo al nuovo allenatore di poter infondere il suo verbo e soprattutto convincere i giocatori a seguirlo senza porsi interrogativi. Mihajlovic ha dovuto cambiare tante volte schieramento e uomini. Ma quella che era vista come la confusione di un allenatore non pronto per palcoscenici importanti come quello di San Siro, si sta dimostrando essere stato segno di una spiccata intelligenza di chi non pretende di avere la sfera di cristallo ed è pronto a mettere in discussione le proprie convinzioni. Tra errori e formule sbagliate, come la ricerca in rosa di un trequartista inesistente, il Milan di questi giorni ha trovato la quadra giusta. Lo dicono i numeri, lo dice il campo. I meriti di Sinisa sono davvero tanti e ricordarne qualcuno serve ai tanti scettici a trovare motivo per annullare i tanti pregiudizi che hanno accompagnato l’allenatore serbo. Donnarumma è adesso seguito dal Barcellona che si dice essere pronto ad offrire 30 milioni per rilevare il giovane portiere. Ma quanti allenatori avrebbero avuto gli attributi di lanciarlo in un momento complicato per la squadra ma soprattutto per lo stesso Mihajlovic?

Montolivo è tornato ad essere un giocatore utile alla causa. Perso in passato tra paure e timidezza non da leader, riesce ora a credere nei suoi mezzi e dare geometrie, seppur elementari, utili alla costruzione di un Milan solido e ben ordinato. Su Honda che dire? Era pronto ad un ruolo di protagonista nel prossimo episodio della serie cartoon Era Glaciale. La parte del bradipo era gia’ sua. Si parla di un pre accordo con gli animatori gia’ firmato. Ed invece nulla. Come per miracolo, eccolo rispolverare la sua katana e compiere con diligenza e tanto sacrificio, un lavoro duro ma utile alla squadra. La difesa è sempre più solida e la coppia di centrali, Alex-Romagnoli, sembra assicurare riposo per le coronarie dei tifosi rossoneri, messe a forte rischio da diverso tempo. La richiesta di tesserare Alessio è tutta di Sinisa, ma la vera sorpresa di questo ultimo periodo, è stata proprio il ritorno a prestazioni da top player del giocatore brasiliano che per diverse settimane era considerato un pesante pacco da riporre in cantina. Le amnesie sono ancora presenti, è vero. Ma si tratta di piccoli episodi che piano piano andranno a sparire. Sinisa l’ha gridato senza diplomazia, “Chi non corre fino al 94esimo, non gioca più”. Più chiaro di così.

Tanti aspetti positivi dunque. Ma nonostante tutto, è ancora nell’aria il tanfo di chi sembra pronto a ricomparire in caso di passo falso. Come quando marcisce in frigorifero un vecchio uovo dimenticato, nonostante i sorrisi e i complimenti di circostanza, c’è come l’impressione che non siano morte tutte le serpi in seno. Non parlo di parte della squadra che in passato ha confezionato sgambetti poco simpatici. No, quella è davvero tutta unita e a favore dell’allenatore. Lo dimostrano le dichiarazioni del gruppo dei senatori, ma soprattutto gli scambi di intesa durante i momenti clou delle partite. Quello che invece non mi è chiaro, è come la Presidenza riesca a mantenersi lontana nei momenti piacevolmente positivi, salvo poi palesarsi con inopportune dichiarazioni riportate durante le famose cene di partito. Spero di sbagliarmi, ma la paura è davvero quella di dover ricominciare da zero per l’ennesima stagione. Cambiare il Mister per non ammettere gli errori di gestione della società. Cambiare allenatore per mischiare le carte e perdere tempo nella scelta del nuovo fino a portarsi alla vigilia della chiusura del mercato senza acquisti in grado di fare il salto di qualita’ necessario. Insomma, come dissi tempo fa, “cambiare tutto, affinchè nulla cambi”.

Per questo motivo, Sinisa con il suo tatto da Caterpilar, avrà sempre il mio totale sostegno. Una sua vittoria, sarebbe una vittoria di tutti i milanisti che in questi anni hanno sofferto le scriteriate decisioni societarie. Una sua vittoria, costringerebbe ad investire nella squadra. Pena, un ammissione pubblica di poca attenzione da parte di un Presidente che si dice “innamorato del Milan” a fasi alterne e soprattutto attraverso i suoi soliti compari di merenda. Supportare Mihajlovic significa quindi anche questo. Allora oggi più di ieri e domani più di oggi, ripropongo il diffuso e celebre hashtag “IoStoConSinisa”, semplicemente perché questo significa davvero un doveroso “IoStoConIlMilan”.

Vi aspetto su Twitter (@nonevoluto) e su Facebook alla pagina “Milanisti Non Evoluti 2.0″, Alessandro Jacobone

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