Tutte le colpe di Montella: le prime crepe dopo il tonfo di Genova

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Dopo la disastrosa trasferta di Genova, concisa con la seconda sconfitta in campionato dopo quella con la Lazio, i primi dubbi sulla gestione Montella sono usciti fuori. Sui social, appena dopo il triplice fischio impazzava l’hashtag #montellaout. Per i tifosi, come spesso capita, il primo colpevole è il mister, reo di non schierare la miglior formazione rispetto al 3-5-2. Le maggiori critiche imputate all’ex allenatore della Samp sono sostanzialmente due. La prima è di natura tattica perché con Suso e Bonaventura in campo il sistema più adatto sembra essere quello col tridente, 4-3-3 o 3-4-3 mentre se invece si vuole proseguire con il 3-5-2 appare evidente il bisogno di schierare due punte centrali, vista la non predisposizione dello spagnolo giocare da seconda punta, in una posizione più centrale.

La seconda è la scelta di alcuni uomini. Quell’Andrè Silva pagato 40 milioni in estate e che in Serie A è partito titolare solo con la Spal e la conferma di Zapata in difesa, colpevole su entrambi i gol blucerchiati e considerato un passo indietro rispetto a Musacchio. E quando gli errori sono individuali è più difficile intervenire rispetto agli errori di squadra. Una matassa di problemi tecnico-tattici dalla non facile soluzione.

Le critiche ci stanno, i giudizi affrettati no però ora anche Montella deve prendersi le sue responsabilità e inclinare la rotta di una barca che affonda pericolosamente. Le prossime sfide saranno davvero decisive perché fallire contro Roma e Inter vorrebbe dire allontanarsi, forse in maniera già irrimediabile al quarto posto. Non andare in Champions dopo l’estate da protagonista sul mercato è un opzione che in casa Milan non vogliono neanche prendere in considerazione. I malumori ci sono così come le prime crepe che stanno prendendo di mira tutti, compreso il mister. Di intoccabili non c’è ne sono più, gli alibi non sono mai esistiti e, come ha detto Fassone, tutti, devono ricordarsi il nome della squadra per la quale giocano. O che allenano.

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