Calciopoli, il processo in(de)finito

Calciopoli, il processo in(de)finito

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C’è l’auspicio da parte della Federazione che entro la fine della corrente stagione sia fatta chiarezza sul ricorso presentato dalla Juventus. C’è stata una proroga tecnica, ma l’auspicio è che entro la fine della stagione 2010-2011 questa problematica venga chiarita“. Così parlava il numero uno della Federcalcio, Giancarlo Abete, ai microfoni di GR Parlamento lo scorso 14 febbraio. E così dopo un mese siamo ancora qua, ancora al ricorso della Juventus e alle accuse mosse verso Giacinto Facchetti, all’epoca presidente dell’Inter. A difenderlo quest’oggi il tribunale c’era suo figlio, Gianfelice, unico referente in grado di dare ancora spiegazioni sulle ultime intercettazioni uscite dalle telefonate del padre.

Stamane, il figlio della bandiera nerazzurra, scomparsa nel 2006, si è presentato in aula con degli appunti del padre in riferimento a delle conversazioni telefoniche con l’ex arbitro Danilo Nucini, coinvolto anch’esso nel sistema che, secondo l’accusa, manipolava le partite per favorire alcune squadre. Tali appunti, però, non sono stati presi in considerazione del giudice Teresa Casoria, in quanto “hanno un valore probatorio molto scarso“. Il giudice ha anche spiegato che ”non è sufficientemente garantita la veridicità degli appunti che oggi il figlio di Facchetti, Gianfelice, ha illustrato nel corso dell’udienza al Tribunale di Napoli per dare una sentenza definitiva”.

Si profila sempre più, dunque, una sorta di processo al contrario, dove è l’accusa a voler allungare il ‘brodo’ per ottenere la prescrizione, mentre la difesa di Moggi sembra quasi più interessata a tirare le fila del discorso in tempi brevi. Oltretutto i pm Narducci e Capuano hanno avanzato nei giorni scorsi la richiesta di ricusazione (di rifiuto) della presidente Teresa Casoria, sotto procedimento disciplinare del Csm (decisione attesa l’8 aprile prossimo), dove gli stessi pm risultano testimoni d’accusa. Un vero e proprio marasma, ribadito dall’avvocato Trofino, legale proprio di Moggi: “E’ veramente tutto un’anomalia incredibile perché di solito si dice che gli avvocati cercano sempre di perdere tempo per poter arrivare alla prescrizione, mentre in questo caso il pubblico ministero chiede per la seconda volta infondatamente la ricusazione di un magistrato che è stato già definito precedentemente super-partes dalla Corte d’appello. Questa anomalia però scatena un effetto molto negativo per il mio assistito. Io metterò in campo tutto quello che potrò per far sì che questo non provochi un danno“.

Ad oggi, dunque, mancano due mesi alla fine della stagione nella quale, secondo Abete, verranno assegnati due campionati e chiuso definitivamente il capitolo Calciopoli. E speriamo che sia davvero così, anche perché i tifosi, le società e il calcio italiano, non vogliono più sentirne parlare.


SIMONE BASILICO

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