Cassani-Bastos-Beck: perchè la Juve cerca terzini

Cassani-Bastos-Beck: perchè la Juve cerca terzini

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La Juventus quest’anno ha schierato quattordici coppie diverse di terzini. E stiamo contando solo gli accoppiamenti scelti come titolari in almeno una partita di campionato. La cifra aumenterebbe se considerassimo anche gli aggiustamenti in corsa, il turn-over di coppa e gli impieghi part-time di uomini come Pepe e Salihamidzic. Hanno giocato un match dall’inizio come difensori laterali Motta, De Ceglie, Rinaudo, Grygera (sia a destra che sul mancino), Grosso, Sorensen, Traore e Chiellini.

Le fasce difensive sono senza dubbio il reparto in cui Delneri non è mai riuscito a trovare la quadratura del cerchio nel corso dell’anno. Una difficoltà dovuta in parte ai frequenti infortuni. Da questo punto di vista il ritorno di Paolo De Ceglie – previsto dopo la pausa – potrebbe rappresentare una boccata d’ossigeno, soprattutto in vista della prossima stagione.

Certo però che, guardando i numeri, non si può non pensare ad un problema più profondo. Dei 31 gol subiti dalla Juve in stagione da palla attiva (escludendo punizioni, rigori e calci d’angolo), ben 15 nascono dalle fasce laterali. Praticamente il cinquanta per cento. Di questi, sei provengono da sinistra e nove da destra. Anche qui abbiamo voluto fare un calcolo generoso, considerando solo le azioni concluse con un massimo di tre tocchi totali (tra attacco e difesa) dal momento del cross dal lato. Se dovessimo essere più severi e includere tutte le reti subite a causa di falle sulle fasce, il dato sarebbe ancora più pesante.

I limiti dei nostri laterali sono stati smascherati soprattutto da squadre che spostano molto il gioco sulle ali, come Parma e Napoli. In ogni caso, quasi mai nel corso dell’anno, la coppia di terzini ha fornito una prestazione ineccepibile. Una parziale toppa al problema sembrava poter essere lo spostamento sulla sinistra di Chiellini, che aveva dato i suoi frutti a Cagliari e nella vittoria con l’Inter. Ma presto si è ripresentato l’antico dilemma della coperta corta: senza il difensore della nazionale in mezzo alla difesa, gli sfondamenti centrali degli avversari si sono moltiplicati e sono costati alla Juve le disfatte con Lecce e Bologna. A questo punto Delneri è dovuto correre ai ripari, rimettendo Chiellini al centro e lanciando in campo l’oggetto misterioso Traorè. Il difensore francese ha dimostrato ottime doti fisiche, ma anche frequenti ingenuità che la squadra non si può proprio permettere.

Insomma pare che la soluzione del rompicapo dovrà essere rimandata al prossimo anno. Non sappiamo se ad occuparsene sarà ancora Delneri o un altro dopo di lui. Ma in ogni caso la questione è grave ed andrà affrontata già a partire dal mercato estivo. Troppo spesso negli ultimi anni la Juventus ha puntato su terzini poi rivelatisi medi o mediocri, basti pensare ai vari Boumsong, Andrade, Knezevic, Caceres, etc… Altri sono stati accantonati con troppa velocità, come Ariaudo o Molinaro, per non parlare di Mimmo Criscito.

Per tornare ad alti livelli però, quello delle fasce laterali difensive è un ruolo da cui non si può prescindere, basti pensare alle formazioni delle squadre che hanno dominato in Italia e in Europa negli ultimi anni. In questi giorni sono accostati con insistenza alla Juve i nomi di diversi giocatori. Dai palermitani Cassani e Balzaretti ad Andreas Beck dell’Hoffeneim. Da Michel Bastos del Lione a Johnson del Liverpool. Vedremo chi arriverà. É già confortante sapere che la caccia è iniziata.

Marco Billeci

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