Diego, un altra stagione no. E la Lazio nel futuro

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Diego affonda con il Wolfsburg, sogna il Liverpool, parla della Juventus, è nel mirino della Lazio. Il numero dieci brasiliano sta vivendo un’altra stagione difficile, dopo quella sciagurata trascorsa lo scorso anno con la Juve. Il suo Wolfsburg – che ad inizio stagione coltivava sogni di gloria – ora si trova al terz’ultimo posto della Bundesliga e rischia seriamente la retrocessione. Le prestazioni del fantasista sono sempre più opache, il suo rapporto con il club ed i compagni più difficile. Eppure Diego Ribas da Cunha rimane sempre al centro di voci, polemiche, dichiarazioni, che lo rendono uno dei giocatori più chiacchierati del calcio europeo.

Ieri Marotta, parlando con i giornalisti, è stato abbastanza esplicito nelle sue considerazioni sull’ex juventino. «Da quando è andato via non è stato tenero con la Juve? E io non ho mai replicato», ha detto il dg juventino, riferendosi alle parole al veleno riservate nei mesi scorsi dal brasiliano alla sua ex squadra. Marotta ha proseguito: «Ma poi guardo dov’è il Wolfsburg e cosa ha fatto Diego. E posso dire che non abbiamo rimpianti….».

Effettivamente non si può dar torto al dirigente bianconero. Da quando è tornato in Germania nell’agosto scorso le prestazioni di Diego sono andate sempre in decrescendo, mentre le critiche sul suo comportamento, in campo e fuori, aumentavano. Eppure il Wolfsburg, aveva puntato forte su di lui, sborsando 15,5 milioni per rilevarlo dalla Juventus e garantendogli un lussuoso contratto fino al 2014. L’inizio era stato incoraggiante per il brasiliano, in gol all’esordio in campionato è subito protagonista di una buona intesa con il bomber bianco-verde Edin Dzeko. Già da novembre però la situazione cambia: i Lupi navigano lontani dalla testa della classifica, Diego non si distingue per le giocate in campo, ma per una rissa in allenamento con il compagno Sascha Riethe.

Deluso lui, delusa la società, già a gennaio i rumors di mercato su Diego si sprecano. Qualcuno mormora di un ritorno al Werder Brema, altri lo vedono su un aereo per il Brasile, direzione San Paolo o Santos, la squadra dove è sbocciato. Altri ancora prospettano una clamorosa riunione con la Juve. Il gioiellino sudamericano alla fine rimane all’ombra della Volkswagen, ma le cose non migliorano, anzi…. A Gennaio il Wolfsburg cede Dzeko al Manchester City, e la squadra precipita sempre più in basso in Bundesliga. Il 5 Febbraio, durante la partita con l’Hannover, Diego ruba un rigore ad un compagno di squadra già pronto a calciarlo, lo batte e lo sbaglia. È l’episodio che segna il tracollo definitivo dei bianco-verdi: il tecnico Steve McClaren viene esonerato, il fantasista è multato e sospeso per una partita, i suoi rapporti con il club sono definitivamente compromessi.

Il 25 Febbraio Diego esplode l’ultimo colpo, con una doppietta al Borussia Monchengladbach, che porta il suo bottino stagionale a sei reti. È un fuoco fatuo, da allora il brasiliano non ha più segnato e il Wolfsburg è scivolato ancora più giù in classifica. Ora la squadra è terzultima, ma la salvezza è ancora a portata di mano. Qualunque sarà l’esito della stagione, comunque, il futuro del trequartista non sarà più in biancoverde. Su di lui pare abbiano messo gli occhi il Bayern Monaco e il Liverpool. Negli ultimi giorni poi si è fatta largo l’ipotesi di un clamoroso ritorno in Italia. Stavolta però non a Torino, ma a Roma, sponda laziale. Pare che Lotito – se la Lazio manterrà il posto in Champions – sia pronto a mettere sul piatto 12 milioni più Radu per arrivare al giocatore.

In una recente intervista al The Indipendent, Diego è tornato a parlare dell’annata trascorsa in bianconero. Stavolta i toni sono stati più morbidi di quelli usati nei mesi scorsi. «È stata una stagione difficile, ma per me è stata una grande esperienza – ha dichiarato l’ex numero 28 della Juve -. Mi sono goduto il mio periodo in Italia, ed è stato un piacere giocare con una grande squadra come la Juventus». Magari i tifosi juventini potessero dire le stesse cose di Diego Ribas da Cunha.

Marco Billeci

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