La Lega Pro riabbraccia il Perugia

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Nell’anno del centenario ad un passo dal nuovo ritorno in Serie A, che proprio agli inizi del nuovo millennio l’aveva coronata come squadra rivelazione per la sua capacità di dare spazio a talenti sconosciuti,  il  Perugia viene deferito dalla giustizia sportiva per problemi economico. La storia si replica il 20 maggio 2010 quando il Tribunale di Perugia accoglie l’istanza di fallimento presentata da alcuni creditori e di conseguenza la FIGC incalza provvedimento di revoca dell’affiliazione della società fallita per l’ex presidente Covarelli, che aveva rilevato a sua volta la gestione societaria da altre mani.

Dopo aver rischiato di scomparire per sempre, dopo pochi mesi la società rigermoglia grazie all’attuale presidente Roberto Damaschi, perugino di Cannara. Quest’ultimo ha dimostrato con i fatti di voler bene ai colori della propria città calcistica provvedendo all’iscrizione al campionato di Serie D, istituendo l’Associazione Sportiva Dilettantistica Perugia Calcio. Il primo miracolo della nuova dirigenza è stato portato a compimento. Infatti domenica al Renato Curi davanti a oltre 4500 spettatori il Grifo vince matematicamente il campionato con tre giornate d’anticipo. Sotto la guida di Arcipreti i perugini battono in rimonta per 3-2 il Castel Rigone (secondo classificato nel girone) grazie alla doppietta di Bartolini e alla punizione magistrale di Corallo. In città l’euforia è riesplosa come a vecchi tempi, caroselli e slogan di felicità hanno decorato il capoluogo umbro per tutta la giornata.

Giovedì a Lanciano si giocherà la finale di Coppa Italia contro la Turris, il presidente chiede l’ultimo sforzo alla squadra per far gioire ancora una volta i propri tifosi, tentando  così di cancellare le amarezze di quest’ultimo quinquennio.

Alessandro D’Auria

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