Le pagelle della settimana (n°5)

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Ibrahimovic: 3
Come si dice : “errare è umano..ma perseverare è diabolico”. Pare che questa frase non faccia proprio parte del vocabolario di Zlatan Ibrahimovic che rientrante contro la Fiorentina, dopo una squalifica di due giornate per un pugno a Marco Rossi, ha avuto la brillante idea di ripetersi. Ingiurie all’arbitro e nuova espulsione. Stavolta le giornate sono però 3. Lo Svedese sembra aver perso davvero il controllo. Con questo comportamento autolesionista sta rovinando se stesso ma soprattutto il Milan.

Lotito: 2
Originale ma assurda la proposta del presidente della Lazio Lotito, il quale ha chiesto una “task-force” per controllare il comportamento degli arbitri nelle ultime giornate di campionato. L’obbiettivo, secondo il presidente biancoceleste, dovrebbe essere quello di assicurare la regolarità del campionato. Tra l’altro questa normativa sarebbe valida solo per le squadre in lotta per la Champions, insomma una specie di legge “ad personam”. Forse è meglio che il quarto posto se lo giochino i giocatori sul campo. I presidenti a volte farebbero bene a contenere le proprie manie di protagonismo.

Ferguson: 9
Immenso. Eterno. Si sprecano gli aggettivi per definire questo grande allenatore. È il simbolo di un calcio che non c’è più. È diventato un monumento del Manchester, ventisei anni di vittorie e di acclamazioni. Ieri un altro trionfo e l’ennesima semifinale di Champions raggiunta. Nel suo modo di vedere il calcio viene prima il gioco di squadra e la coralità, poi i singoli. Complimenti Mister!

Under 21: 7
Ennesima vittoria della Nazionale Under 21 di Ciro Ferrara. Quella contro la Russia per 2 a 0 è la quarta vittoria su cinque partite giocate, sintomo che l’ex Juventino sta facendo davvero un gran lavoro, ma soprattutto che l’Italia ha ancora dei giovani di valore. Chissà se qualche big del nostro campionato avrà mai il coraggio di puntare su talenti italiani.

Leonardo: 1
È lui il principale responsabile della disfatta neroazzurra. In dieci giorni ha rovinato tutto quello che di buono aveva realizzato in quattro mesi. Davvero discutibili le scelte di Leo. Insensato insistere con un bollito Thiago Motta che preferisce perfino a Cambiasso nel ritorno con lo Shalke. La squadra è così disorganizzata che perfino Sacchi si metterebbe le mani nei capelli..per non parlare di Mou.

Francesco Fiordoro

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