Rimonta Champions: Juventus, missione possibile

Il Campionato 2001/2002 ai tifosi juventini rievoca dolci ricordi di rimonte e successi. È la stagione dell’inseguimento all’Inter culminato nell’indimenticabile 5 Maggio, con i nerazzurri sconfitti a Roma dalla Lazio e lo scudetto a Torino.

Oggi le speranze della Vecchia Signora mirano ad obiettivi diversi. Un posto in Champions che fino a sette giorni fa sembrava inavvicinabile, adesso pare di nuovo una meta possibile, come ha ben spiegato il nostro direttore nel suo editoriale. E per alimentare i nostri sogni, torna d’attualità proprio quella stagione di ormai dieci anni fa, così memorabile per i colori bianconeri. Quello stesso anno, infatti, mentre la Juventus si guadagnava il tricolore, il Milan infilava in volata il Bologna e il Chievo e conquistava il quarto e ultimo piazzamento disponibile per entrare in Champions League. Si tratta dell’unico esempio di rimonta andata in porto partendo da una situazione simile a quella in cui oggi si trova la Vecchia Signora. Almeno da quando – anno 1999/2000 – sono quattro i posti disponibili per accedere alla massima competizione europea.

In quell’occasione il Milan ad un certo punto si trovò anche a sei punti di distacco dal Bologna quarto in classifica. Era la 26esima giornata, ne mancavano otto alla fine del campionato. I rossoneri avevano 38 punti ed erano reduci dalla sconfitta 2 a 0 proprio con gli emiliani, guidati dal tandem d’attacco Signori-Cruz. Grazie a quella vittoria il Bologna si era issato a 44 punti in classifica, in mezzo c’era anche il Chievo a 41 punti. E siccome nel calcio tutto si tiene, a guidare i gialloblu era nientemeno che Gigi Delneri.

Per il Milan quella era stata un’annata disgraziata, caratterizzata dall’infelice scelta di affidare la panchina a Fatih Terim. Un errore corretto in corsa, con l’esonero a Novembre del tecnico turco e l’assunzione di un allenatore da pochi mesi lasciato libero proprio dalla Juventus, che negli anni successivi avrebbe fatto la fortuna del Diavolo: Carlo Ancelotti. Nonostante il cambio di guida tecnica, però, la stagione rossonera continuò fra alti e bassi e presto i milanesi, come detto, si allontanarono dai quartieri nobili della classifica.

Nelle ultime otto giornate, però, Chievo e Bologna – le due grosse sorprese del campionato – non ressero la pressione e lasciarono per strada punti decisivi. I veronesi (che quell’anno furono a lungo anche capolista della serie A) subirono uno stop imprevisto in casa contro il Venezia ultimo in classifica e uscirono definitivamente dalla corsa Champions dopo il 5 a 0 subito dalla Roma nella penultima giornata di campionato.

Per il Bologna la caduta fu ancora più dolorosa. I rossoblu bruciarono sei punti di margine nelle ultime otto partite ed arrivarono alla 34esima giornata a pari-merito con il Milan. L’ultima di campionato si giocavano tutto contro un Brescia ancora in lotta per la salvezza. A punire i felsinei fu un’ex eccellente: Roberto Baggio – appena rientrato da un grave infortunio e ancora in corsa per la convocazione ai Mondiali nippo-coreani – ispirò la vittoria 3 a 0 delle rondinelle. Il Bologna così dovette rinunciare non solo alla Champions, ma anche al pass diretto per la Coppa Uefa. Nel frattempo il Milan batteva facilmente il Lecce in casa 3 a 0 e completava la rimonta. Classifica finale: Milan quarto a 55 punti, Chievo quinto a 54, poi Lazio a 53 e Bologna a 52.

In questa storia di corsi e ricorsi storici, dove si intrecciano le vicende di vecchi e nuovi protagonisti bianconeri, la Juventus deve trovare la forza per credere nella rimonta. Non fosse altro perché, per la Juve, la stagione del 5 Maggio rievocherà sempre un’impresa speciale.

Marco Billeci

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