L’allenatore del futuro: Guus Hiddink, il sogno proibito

L’allenatore del futuro: Guus Hiddink, il sogno proibito


L’avventura di Del Neri sta finendo, anzi per molti non è mai neanche cominciata. la Juventus è costretta a guardarsi intorno per cercare il degno sostituto; i nomi sono molteplici, tra questi uno dei più intriganti è quello di Guus Hiddink, olandese classe 1946 attualmente sotto contratto con la nazionale turca.

Hiddink esordisce sulla panchina della squadra olandese De Graafschap come vice allenatore. Nel 1984 si trasferisce al Psv Eindhoven dove vince la sua unica Coppa Campioni e tre titoli nazionali. Dopo un’esperienza in Turchia con il Fenerbahce arriva nella Liga al Valencia, dove seppur non conquistando nessun trofeo, si fa notare per lo stile di gioco molto offensivo.

Arriva così alla prima esperienza in nazionale, con la squadra del suo paese, l’Olanda, che lascerà dopo il quarto posto conquistato nei mondiali del 1998. La sua prima prestazione negativa è col Betis di Sivilgia, che nonostante le qualità in squadra, non riesce a salvarsi. Tra il 2001-2002 Hiddink allena la Corea del Sud che porta al quarto posto ai Mondiali giocati in casa, battendo squadre più blasonate come Italia, Spagna e Portogallo. Torna ad allenare il Psv, e in tre anni conquista un titolo olandese, un secondo posto e una semifinale di Champions League, eliminato dal Milan solo grazie alla regola dei goal in trasferta.


Hiddink ha avuto altre due esperienze con le nazionali australiana e russa. Con l’Australia nella Coppa del Mondo del 2006 viene eliminato dall’Italia, poi vincitrice del torneo, a causa di un rigore allo scadere. L’Australia tuttavia rimase una della più belle rivelazioni del Mondiale con il 3-6-1 basato sul possesso palla, anche contro avversari molto più forti. Con la Russia invece, all’Europeo del 2008, esce in semifinale per mano della Spagna, poi vincitrice del titolo, ma battendo l’Olanda ai quarti, una tra le favorite per la vittoria finale. Prima di allenare la Turchia, passa 6 mesi al Chelsea. A Londra Hiddink trova una squadra abbattuta con una posizione in classifica certamente non da “Blues”, e in metà anno riesce a portarla in semifinale di Champions contro il Barcellona, poi vincitrice.

Il curriculum di Hiddink è certamente invidiabile, ottima esperienza internazionale, e soprattutto grandi risultati con le squadre considerate “non favorite”. Il suo gioco è molto offensivo e basato sul possesso palla. L’allenatore olandese è uno dei migliori in questo tipo di impostazione, basti pensare che la sua Australia è stata inserita tra le 20 squadre che hanno espresso il miglior gioco negli ultimi 20 anni. Potrebbe essere “l’olandese giusto” per la Juventus, anche se il suo ingaggio appare proibitivo (5 milioni di euro).

Tommaso Di Vincenzo

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