Quattro anni fa, la vendetta perfetta

Quattro anni fa, la vendetta perfetta

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23 maggio 2007: pochi milanisti, se si considerano veri tifosi, possono permettersi di dimenticare questa data, di cui oggi ricorre il 4° anniversario. Ad Atene, dove il Milan aveva trionfato nel 1994 battendo 4-0 il Barcellona, il Milan consuma la vendetta perfetta, dopo la partita perfetta del 2 maggio, 3-0 al Manchester United di Cristiano Ronaldo.

Rammentiamo le emozioni di 4 anni fa: il Milan, lanciato in finale da un superbo Kakà, futuro pallone d’oro, si ritrova in finale contro il Liverpool. Lo stesso Liverpool di due anni prima, quando a Istambul recuperò 3 gol al Milan e vinse ai rigori. Di fronte ancora lo stesso allenatore Rafa Benitez, da quella sera soprannominato “il mago” e lo stesso capitano, il bravissimo Steven Gerrard. Il Liverpool aveva eliminato in semifinale il Chelsea di Mourinho.

Formazioni: Liverpool in campo con un 4-4-1-1. Gli 11 sono Reina, Finnan, Carragher, Agger, Riise, Pennant, Alonso, Mascherano, Zenden, Gerrard, Kuyt.

Il Milan rindossa la divisa bianca, che 2 anni prima non aveva portato bene. Ancelotti cala il caratteristico albero di natale, 4-3-2-1: Dida, Jankulovski, Maldini, Nesta, Oddo, Gattuso, Pirlo, Ambrosini, Seedorf, Kakà, Inzaghi.

Lo stadio Olimpico di Atene odora di 7°sigillo. Ma bisogna aspettare 45 minuti perché il popolo rossonero possa esplodere. Inzaghi devia una punizione di Pirlo. È 1-0. Legittimo vantaggio della squadra dominatrice del campo, segnato prima dell’intervallo. Nel secondo tempo il Milan amministra, sa che l’impresa è vicina, mentre quella del Liverpool si è esaurita con la parata di Dudek su Shevchenko il 25 maggio 2005. 82°: Kakà, la cui stella non ha brillato come negli altri match di Champions (uomo partita nell’ 1-0 al Celtic, nel 2-0 al Bayern e nel doppio confronto col Manchester), serve a Superpippo la palla per entrare nella storia: la palla per segnare una doppietta in una finale continentale, per scacciare i fantasmi di Istambul, per chiudere i conti del match ed andare sul palco ad alzare la coppa, la settima della storia, a -2 dal Real Madrid. Così è, poiché Filippo Inzaghi non si lascia sfuggire la palla della vita: Reina scartato, gol! La gioia è incontenibile. All’89° il Liverpool segna con Kuyt il gol della bandiera. Brivido freddo, la parvenza di un nuovo incubo. Ma come già detto, oggi non è tempo di imprese. Oggi è tempo di una finale “normale” dove la squadra più forte vince. Bye bye Liverpool, la vendetta è servita.

In una fresca notte di maggio il calcio ha regalato al mondo una nuova, entusiasmante storia di sport, in cui 11 uomini hanno ribaltato l’onta di una finale persa incredibilmente, in un’altra fresca notte di maggio, in un’altra capitale sud europea. Meglio di così non poteva andare. Anzi sì, si poteva sbattere la coppa in faccia ai cugini, esaltati per il primo scudetto vinto sul campo dopo 18 anni. E infatti così fu. L’Inter esultava per un campionato farlocco stravinto. Il Milan in compenso conquistava il continente. E questa storia insegna una volta di più che maggio può essere un mese bellissimo. Da vivere e da ricordare…

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