Juve benissimo i top players, ma occhio ai “trop players”

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Possibilità, potenzialità, esuberi nella rosa bianconera a un mese dalla chiusura del mercato. Potrebbe essere questo il degno occhiello per abbozzare una riflessione sull’attuale parco giocatori a disposizione di Antonio Conte, rubando un’espressione usata ieri sera da Ivan Zazzaroni nel corso de La Domenica Sportiva (i trop players appunto) e partendo da una fondamentale premessa, vale a dire che arrivino i tanto sospirati tasselli sulla fascia e in difesa. Due duelli su tutti: Diego Lugano o Alex nel pacchetto arretrato e Perotti o Nani per la fascia.

Iniziamo dalla retroguardia. Lugano o Alex? Meglio il primo per un semplice motivo: lo stato di forma psico-fisico del centrale uruguaiano nettamente superiore rispetto al collega in forza al Chelsea. Protagonista nell’impresa della “celeste” in Coppa America, impiegato costantemente nel Fenerbahçe e dotato di maggiore dinamicità nello sviluppo dell’azione, tutti elementi da tenere assolutamente in considerazione, per non parlare poi del rapporto qualità/prezzo (3,5 milioni contro almeno 10). Solo la carta d’identità sorride al possente centrale brasiliano, ma i suoi 29 anni contro i 30 di Lugano non comportano un vantaggio così evidente in termini di freschezza atletica. A difesa quindi completata, resterebbe da snellire un reparto folto ma non foltissimo. Trovare una società disposta ad accollarsi l’ingaggione di Grosso o mandare Sorensen a fare esperienza? L’ideale sarebbe mettere in pratica entrambe le idee, ma nella realtà solo la seconda sembra percorribile. Rimane comunque un enorme rimpianto: la Primavera di Chiarenza che qualche anno fa vinceva tutto a mani basse, annoverava tra le sue fila tra gli altri De Ceglie, Marchisio e Giovinco, oltre a un certo Domenico Criscito. Senza la sua partenza pressochè immediata dalla casa madre bianconera tutti questi discorsi forse non avrebbero senso.


A questo punto passiamo al secondo duello che infiamma i cuori del tifo juventino, quello sulla fascia sinistra. A meno di clamorosi ritorni di fiamma per Vargas ed Elia, saranno Nani e Perotti a contendersi la casacca più scudettata d’Italia. Il primo rappresenterebbe una soluzione dal nome altisonante oltre che dalla tecnica sopraffina, con una sagacia tattica disciplinata (ma non del tutto) dal paziente Signore del calcio Alex Ferguson. Per contro, il talento portoghese soffre di una discontinuità caratteriale che potrebbe minare un equilibrio di spogliatoio che Conte sta cercando di plasmare fin dai primi giorni di ritiro a Bardonecchia. Con queste premesse l’argentino Diego Perotti parrebbe più indicato per conquistarsi il titolo di “Krasic della fascia sinistra”. Esterno puro, forse meno spettacolare di Nani dal punto di vista tecnico ma con più sostanza, anche caratteriale. Basti pensare alla fame invocata da Antonio Conte all’arrivo di Vucinic a Torino. Meglio un Nani che arriverebbe da Manchester portando con sé la tecnica ma forse anche le bizze, o l’esterno del Siviglia che potrebbe cercare la sua consacrazione in bianconero dopo i primi due anni di vera carriera a sgobbare in Andalusia? Il libero arbitrio non si discute ma probabilmente, chi sta leggendo questa domanda una risposta se l’è già data. Un ultimo fattore da non trascurare? Il valore di mercato. Dopo i riscatti, i nuovi arrivi con l’ultimo tassello Vucinic e la probabile aggiunta di Lugano, sarebbe come minimo oculato indirizzare il tesoretto di Corso Ferraris sui 12 milioni di Diego Perotti, piuttosto che sui 28 e spiccioli di Nani.

Considerando coperto l’attacco della Vecchia Signora, ecco a questo punto un ipotetico elenco dei trop players dalla cintola in su. Tra i giocatori più semplici da piazzare, per esigenze dei singoli e delle squadre che potrebbero richiederli, Almiron, Ekdal e Pasquato. Decisamente più complesse, in special modo per questioni legate all’ingaggio, le situazioni di Martinez, Toni ed Amauri. Nonostante gli acciacchi, un giocatore come Vincenzo Iaquinta come ricambio dei vari Matri, Quagliarella, Del Piero e perché no Vucinic, sarebbe preferibile più come alternativa che come avversario. La patata bollente a questo punto passa a Marotta e a tutta la dirigenza bianconera. Il tempo a disposizione non è poco ma paradossalmente più si attende, più passa in fretta.

Emilio Ripari

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