Parola di Silvio: “Tevez scelga, il Milan vinca”

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Chiaro ed inequivocabile, senza se e senza ma. Il Silvio Berlusconi che si presenta alla festa di Natale del Milan è un presidente carico come una molla, senza peli sulla lingua e senza restrizioni. Prima le parole su Tevez (“Deve scegliere tra il prestigio e il danaro”), poi su Allegri (“Gli stiamo rinnovando il contratto”) ed infine su Pato (“E’ un grande giocatore, deve giocare più al centro”). Frasi che hanno sempre un unico minimo comun denominatore: la vittoria di una competizione. In qualsiasi caso, in qualsiasi modo, con qualsiasi interpreti, Berlusconi perde il pelo ma non vizio e suona la carica: “Dobbiamo almeno ripetere i successi dell’anno scorso”.

La pista Tevez è sempre calda. La questione, ribadita da Galliani come fattibile dove “il Milan aspetterà Tevez fino all’ultimo minuto di mercato”, tiene banco e continua a far parlare, a maggior ragione dopo le parole di Berlusconi di ieri sera in Stazione Centrale: “Tevez deve scegliere fra i soldi del Paris Saint Germain o il prestigio di una squadra come il Milan dove può vincere tutto, forse esagerando quando butta là la frase “anche il pallone d’oro!”. Dall’Apache al Papero, da un aereo da guerra a un animale che incute sempre meno paura ai difensori italiani, che magari nel futuro non troverà più: “In questi ultimi tempi non si è espresso al meglio, ma è un grande giocatore”. Poi torna il presidente versione allenatore che vincerebbe tutto se fosse lui il tecnico della squadra: “Deve giocare più al centro, spesso lo vediamo sulla destra. Nel calcio bisogna vincere, per farlo bisogna fare gol. Siamo strutturati per vincere tutte le competizioni”.

Non è presidente del Milan ufficialmente in quanto la carica è vacante viste le vicissitudini politche, ma un ritorno è dietro l’angolo: “Vediamo come vanno le cose, ma penso di sì”. Infine anche un appunto, a fondo pagina, sullo stadio di proprietà che tifoseria e calcio italiano in cerca di sviluppo richiedono sempre più, magari intitolato proprio al presidente più vincente nella storia del calcio: “Se Bernabeu ha uno stadio a lui
intitolato io ne dovrei avere due”. Due parole anche sul giocatore che probabilmente ha amato di più, Marco Van Basten, nella sua storia da presidente del Milan, accostato anche alla panchina rossonera: “Occupa un posto speciale nel mio cuore come giocatore, come allenatore non so giudicarlo”.

Quello che si è visto ieri sera alla festa del Milan è stato un Berlusconi versione Babbo Natale, dispensatore di belle e buone parole per tutti. Vuoi vedere che sotto l’albero ci fa trovare un Tevez in più, già pronto a partire per il ritiro invernale di Dubai? Sperando che stavolte le belle parole si trasformino in fatti, fatti di metallo come l’Apache che ci aspettiamo.

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