Pato-crack, incubo senza fine

Un incubo, da cui svegliarsi sembra essere diventato impossibile. Una strada senza apparenti vie d’uscita. Un tunnel, un labirinto e chi più ne ha più ne metta. Il fatto è che Alexandre Pato, nonostante le strutture più all’avanguardia, i medici più rinomati e i chiropatici meglio preparati è precipitato nuovamente sulla via del ritorno. Dicevano fosse guarito al 100%, assicuravano di aver capito, grazie al viaggio ad Atlanta, quale fosse il problema dei suoi guai muscolari. Promettevano e facevano ben sperare tanto da spingere Allegri a buttarlo nella mischia in una gara delicata come quella del Camp Nou, per risolverla forse con uno dei suoi scatti fulminei, decisivi, brucianti. Sì, buona notte sognatori.

Quattordici minuti, arrivederci e grazie. Questi i numeri della sua prima apparizione da giocatore sano e recuperato. E ora che si fa? Intanto per oggi sono previsti gli esami del caso, ieri il giocatore non provava dolore, tutt’al più un fastidio. Tra poche ore la verità, le ipotesi vanno da un semplice affaticamento, ad un risentimento, per arrivare a uno stiramento o uno slabbramento di una cicatrice precedente. Intanto, mentre il mistero sulle continue ricadute rimane insoluto, il prezzo del suo cartellino si abbassa vertiginosamente e sperare di venderlo in estate ai 35 milioni offerti dal Psg a gennaio sembra utopico almeno quanto una sua guarigione completa. Un bel gratta capo, anche per Galliani e il mercato, così Tevez, o altri top player, rimangono lontani.

Insomma quando si dice un vero e proprio disastro. Dal punto di vista umano il brasiliano nel post partita di mercoledì è stato descritto preoccupato, triste, sconfortato. I compagni hanno provato a rincuorarlo in tutti i modi possibili ma se il suo calvario sembra essere una barzelletta, dal diretto interessato è vissuto come un vero e proprio dramma. Mentre Bonera, Maxi Lopez e Nesta hanno esternato tutto il loro rammarico nel vederlo di nuovo out, Ibra, che pur si dice non avere un grande rapporto con Pato, lo difende a spada tratta e tuona contro i medici rei di non trattarlo nel modo giusto. Altro giro altra corsa, a parlare è Seedorf secondo cui il giovane attaccante, come successo qualche anno fa con Ambrosini, deve trovare un equilibrio fisico ma anche e soprattutto mentale.

E forse proprio da qui nascono i problemi. Da quanto è emerso in America la corsa di Pato, già strana di per se, è ora frenata da una sorta di blocco mentale che fa credere al brasiliano di trovarsi sempre davanti a qualcosa di simile a una buca. Sensazione questa che lo frena e provoca in lui movimenti scorretti. L’età gioca dalla sua parte, 22 anni sono troppo pochi per arrendersi e venire considerato un caso perso, nel frattempo il talento, quello è indiscusso, non scomparirà. Di certo c’è che tra milioni di ipotesi e interrogativi, ciò su cui tutti davvero concordano è che il lieto fine, dopo tanto patire, sarebbe d’obbligo.

 

Gestione cookie