Avvisato il Barcellona, preso il terzo posto: il futuro non è mai stato così rossonero. Max, chapeau e cappotto a Berlusconi!

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D. Mariani – Vicedirettore SpazioMilan.it

Notti come quelle di mercoledì sera ti fanno dimenticare tutto e rendere fiero di tifare una squadra di nome Milan e colorare ogni giorno di rosso e nero. Basta solo viverle, senza pensare a troppo altro e sentirle proprie. Contro il Barcellona ha vinto la squadra più debole, quella più giovane, quella meno esperta. Ha vinto il Milan, la sua storia, con un San Siro da brividi ed un pubblico finalmente tornato in massa a vibrare per momenti da ricordare.

Personalmente, dal vivo, paragono la serata del successo contro i marziani seconda solo a quella contro il Manchester del 3 a 0 nel 2007. Uno spettaccolo nello spettacolo, calcio, non catenacciaro ma semplicemente attento ed intelligente, che è bastato per lanciare un messaggio chiaro al Barça: la qualificazione, adesso, è davvero in discussione. 50 e 50, perché Messi e compagni partivano con un netto vantaggio, quantificabile con le due reti segnate da Boateng e Muntari, che adesso lo hanno visto azzerarsi. Appuntamento al 13 marzo, senza paura. Con un gol sono sicuro del passaggio del turno, in caso contrario significherebbe che si sarebbe (ancora) sbagliato completamente l’approccio ad un delicato ritorno di Champions e sarebbe imperdonabile. Giusto, nel caso, salutare l’Europa. Ma per quanto?

Sulla carta per poco. Questo Milan, ripeto, vale il secondo posto in campionato, come rosa e qualità, soprattutto dopo il mercato invernale. E con un inizio di stagione normale, lo scudetto, sarebbe stato vicino almeno come distacco dalla Juventus. La sconfitta della Lazio contro il Siena ha concesso ai rossoneri un primo importante successo: il terzo posto. Traguardo incredibile che sia arrivato dopo aver passato mesi infernali come quelli di ottobre e novembre, raggiunto ancor prima delle più rosee aspettative di rimonta.

Corsa che non si deve fermare sul più bello, stasera ci sarà un derby che vale tantissimo, un vero e proprio scontro diretto per l’Europa che conta. Poi, tra una settimana. arriverà a San Siro anche la Lazio. Con due sconfitte il Milan direbbe quasi addio a questo “treno dei desideri”, vincendo, al contrario, piazzerebbe una seria ipoteca sulla propria stagione. Assolutamente da non buttare. Dentro o fuori, ma la squadra di Allegri quest’anno ha già regalato più soddisfazioni del previsto. Milan-Barcellona 2-0, è giusto ribadirlo. Aspettando il primo derby di Balotelli con la sua squadra de cuore.

Abbiamo scoperto ieri in conferenza che la mela marcia era un termine usato apposta da Berlusconi e orchestrato a doc da Galliani in regia. Questo quanto emerso dalla strana conferenza stampa pre-derby di Milanello, sembrata quasi una nuova presentazione di Allegri: il vero protagonista della rinascita. Pacato, convinto e paziente nell’evitare di rispondere alla tante provocazioni del Presidente, che ieri ha addirittura assicurato di esser disposto a spendere del denaro importante pur di far rimanere Allegri al Milan. Quando uno cambia idea ogni giorno è difficile riuscire a capire dove sta la sua verità. La mia parla di un allenatore capace, forte e assolutamente da grande squadra. Contro il Barcellona ha fatto di testa sua senza marcare a uomo Messi e mettendo in campo qualità e quantità in totale serenità. Dopo aver battuto Berlusconi sul campo, Allegri lo ha fatto anche a parole in conferenza. Avanti tutta, Max.

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