Il palo che spezza il sogno e lo trasforma in incubo. Cresceremo…

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Il secondo gol di Messi ripreso dalla visuale dell'argentino
Il secondo gol di Messi ripreso dalla visuale dell’argentino

C’è tanto, forse troppo, Barcellona per questo Milan che si sgretola in pochissimi minuti dal fischio d’inizio. Per l’esattezza ne bastano 5 a Messi a far capire che per lui la buia serata di San Siro è solo un brutto ricordo. Pressing alto e il numero 1 al mondo in forma straripante. Gli uomini di Allegri vanno in bambola e per la quinta volta nella storia dei due club i rossoneri sono fuori. Ai quarti ci vanno i più forti, ci vanno loro, i marziani, come chiunque aveva pensato al momento dei sorteggi.

Il modo per sovvertire i pronostici però lo si era avuto. Quei 2 gol di vantaggio, pur mal custoditi, avrebbero potuto avere un senso. Al 38′ c’è l’occasionissima: Mascherano sbaglia un disimpegno e spiana la strada a Niang che si invola in area e da solo davanti a Valdes colpisce il palo. E’ l’imprecisione del giovane, le gambe che tremano per un gol che probabilmente avrebbe fatto la storia, ma è anche la chiave del match che porta il Barcellona al doppio vantaggio e fa annegare definitivamente il Milan.

Da lì in poi ci sarà praticamente solo Barcellona. Con Xavi e soprattutto Iniesta sugli scudi insieme al magico Messi, con i gol di Villa e Jordi Alba a chiudere il cerchio per il definitivo 4-0. Il miracolo del Milan resta a metà, l’incantesimo dura soltanto 90 minuti milanesi, poi in Spagna c’è la remuntada a firma Barcellona. E il Milan torna a casa così com’è: giovane e ingenuo.