CALCIOMERCATO/ Milan, la nuova figura di Nelio Lucas e i prospetti ideali: Mangala e Kondogbia

mangala6I recenti colloqui tra Adriano Galliani e Nelio Lucas, presidente del fondo Doyen Sport, aprono a nuovi scenari in casa Milan. Oltre al già trattato Ola John, sono due i nomi caldi rilanciati da Calciomercato.com: si tratta di Eliaquim Mangala e Geoffrey Kondogbia. Il primo, classe 1991, è un difensore centrale attualmente in forza al Porto: grande fisicità, 188 cm per 80 kg, nonostante la giovane età ha già dimostrato di sapersi destreggiare nella costruzione dell’azione tanto cara ad Allegri. Può essere schierato anche come terzino sinistro e ha già raccolto trenta presenze in Portogallo con quattro reti all’attivo. Al momento il suo valore di mercato si aggira attorno ai 15 milioni di euro, condizione che rende complessa ma non impossibile una trattativa destinata, nel caso, ad entrare nel vivo negli ultimi giorni d’agosto.

Geoffrey Kondogbia, classe 1993, è invece un centrocampista di sostanza. Reduce da un Mondiale Under-20 da protagonista, il mediano del Siviglia fa della potenza e dell’aggressività i propri punti di forza. Incontrista puro, può anche contare su un sinistro caldo e su buone doti d’impostazione. Dal momento che possiede dinamismo e resistenza, dovendo ancora imparare a controllare i propri istinti e a leggere con esattezza lo sviluppo delle azioni, per il momento la sua posizione ideale parrebbe essere quella di interno sinistro di centrocampo. Il suo arrivo porterebbe ossigeno e nuova linfa a metà campo.

Il suo cartellino è più leggero di quello del connazionale e può essere prelevato per circa 11-12 milioni. Tanto, se non tutto, dipende dalla nuova figura di Nelio Lucas, che possiede una percentuale di entrambi i giocatori e con cui Galliani sta notevolmente intensificando i rapporti nelle ultime settimane. Mangala e Kondogbia rientrano nei prospetti tipo ricercati da Allegri, che già nella famosa cena di Arcore aveva manifestato la necessità di rinforzare la coppia centrale di difesa e la fase d’impostazione a centrocampo. Discorso che, nonostante la buona prova di Valencia, ha ribadito anche al termine della vittoria del Mestalla.

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