Il coraggio di Poli, l’anima di De Jong. E poi c’è Sulley Muntari: ma perché è davvero così intoccabile?

muntari behrami milan-napoli (spaziomilan)
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poli zuniga milan-napoli (spaziomilan)Contro il Napoli il centrocampo del Milan era nuovo e ancora da scoprire: mai dall’inizio avevano giocato insieme De Jong, Poli e Muntari. Il reparto ha corso, lottato e anche cercato di creare pericoli, ma si è dimostrato inferiore e sconfitto rispetto a Behrami, Dzemaili e all’occorrenza anche Hamsik. Poli è stato l’unico ad aver coraggio costruendo (spesso da solo) delle interessanti azioni offensive, ma a tratti è anche apparso in affanno e “disperato”, soprattutto per il mancato supporto dei propri compagni, al contrario di De Jong, più disciplinato e ancora premiato per la grinta che ha messo in campo fino alla fine. Vero leader, meno a livello assoluto: al momento è la seconda risorsa più preziosa dei rossoneri dopo Balotelli.

Merita invece più critiche la prova di Muntari, che fa e disfa come da copione senza riuscire a conquistare dei benefici. Sulley è sinonimo di confusione, anche in senso positivo: quella che è servita a Torino e in Champions, quella che ieri sera non era necessaria. Ha sorpreso il cambio di Allegri, quando al 73’ ha deciso di sacrificare Poli rispetto al ghanese, in un momento in cui l’incontro richiedeva più piedi buoni che muscoli e polmoni. “E’ intoccabile?”, ieri qualche tifoso lo ha domandato a gran voce. Difficile che sia così, ma è pur vero che fino adesso Muntari è sempre sceso in campo tranne che a Verona. Il quesito è legittimo, ma nei numeri ci sono più pro che contro: Muntari è anche il secondo marcatore del Milan dopo SuperMario. Circostanze che comunque non bastano per essere schierato a prescindere.

Alternative. Quelle che mancano per provare soluzioni diverse. Nocerino si conosce e non ha le qualità per migliorare la mediana, mentre Cristante si è deciso di farlo crescere ancora a Milanello. Anche se meriterebbe un’occasione. C’è bisogno di cambiare nel gioco, ma anche nel rendimento e nelle scelte. Si può anche non vincere, ma non si può accettare un Diavolo così prevedibile.