Tanti auguri, King George!

Tanti auguri, King George!


Roberto Baggio and George Weah of AC MilanNessun vero tifoso milanista, anzi, nessun vero appassionato di calcio che fosse già cosciente in quel periodo, può dimenticare una delle più grandi cavalcate che si siano mai viste su un campo di gioco. Era l’8 settembre del 1996, la prima giornata della stagione 96/97, un campionato infausto per il Milan, ma iniziato con una delle più belle magie mai viste in questo sport. Ad illuminare gli occhi dei tifosi milanisti sugli spalti di San Siro è stato quello che probabilmente è definibile come il più grande calciatore africano di tutti i tempi, l’unico del continente nero ad alzare il Pallone d’Oro, l’indimenticabile “King” George Manneh Oppong Ousmane Weah, che oggi compie 47 anni.

Arrivato al Milan nell’estate del 1995, proprio sette mesi prima di alzare al cielo il più prestigioso trofeo per singolo calciatore, era arrivato in Europa dal Camerun, dove aveva militato nell’organico del Tonnerre Yaoundé. La prima squadra europea di Weah fu il Monaco, con il quale vinse, dal 1988 al 1992, una Coppa di Francia, nel 1991, ed era stato nominato calciatore africano dell’anno nel 1989. Sbarcò poi al PSG, dove trovò la sua consacrazione. Giocò con la squadra della capitale francese fino al 1995, conquistando il Campionato transalpino l’anno precedente, quando il Milan degli Invincibili di Capello portava in via Turati il 14° scudetto.

King George fece subito vedere di che pasta fosse fatto dopo soltanto sei minuti dall’esordio nel massimo campionato italiano, il 27 agosto 1995 in Padova-Milan. Al 6’ del primo tempo, infatti, insaccò di testa il vantaggio rossonero e, successivamente, fornì un preziosissimo assist per l’ultimo gol in carriera di capitan Baresi. Fra lui e i tifosi milanisti fu subito amore. Poco meno di quattro mesi dopo avrebbe vinto, unico calciatore africano della storia e primo non europeo, per via dell’allargamento dell’assegnazione del trofeo anche ai calciatori degli altri continenti, il Pallone d’Oro. A fine anno, pur non segnando tantissimo (undici gol in campionato), si sarebbe rivelato decisivo per la conquista del 15° Tricolore, l’ultimo dell’irripetibile era Capello.

I due anni successivi furono i più disgraziati della storia recente del Milan e se qualcuno mantiene ancora un ricordo piacevole, lo deve proprio a George Weah, che inaugurò quel biennio partendo dalla propria area di rigore e, dopo aver percorso oltre 90 metri palla al piede e saltato diversi calciatori del Verona, superò l’estremo difensore in uscita, inventando il gesto tecnico che sarebbe stato denominato “coast to coast”. Dopo due anni si rivelò ancora decisivo nella straordinaria cavalcata scudetto degli uomini di Zaccheroni, segnando gol fondamentali. Non possiamo non ricordare, alla vigilia della sfida di Torino, la doppietta alla Juventus, con corsa memorabile “mano nella mano” con l’amico Boban. In quell’anno, il 1999, venne nominato Calciatore africano del secolo.

La sua straordinaria storia rossonera finì nel gennaio del 2000, quando, a 34 anni, passò al Chelsea e, poco dopo, al Manchester City e all’Olympique Marsiglia. Nel maggio del 2001 fu acquistato dall’Al-Jazira, squadra degli Emirati Arabi Uniti, dove chiuse la carriera. Weah rimarrà per sempre uno dei più grandi calciatori che abbiano mai indossato la casacca rossonera, onorandola con 147 partite e 58 realizzazioni. Tutti i tifosi rossoneri che hanno avuto la fortuna di poterlo ammirare saranno sempre grati a questa “perla nera” per le emozioni regalateci.

In un giorno per lui così speciale, il minimo che possiamo fare è augurargli il meglio che la vita possa riservare a un calciatore e a una persona straordinaria, in prima linea anche nella lotta per i diritti della gente africana: Tanti auguri King George!




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