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Kluivert: “Mi piacerebbe tornare al Milan da allenatore. Balotelli? Ha un carattere particolare ma è una stella”

KLUIVERTPatrick Kluivert, classe ’76, arrivò al Milan nel 1997, rimanendovi una sola stagione e siglando appena sei reti. Inutile dire che fu considerato un flop, soprattutto per le aspettative riposte sul suo acquisto. Oggi, è assistente di Van Gaal sulla panchina olandese, studia da allenatore e magari chissà, dice lui, un giorno potrebbe tornare a Milano e scrivere una storia diversa e migliore dalla panchina. In un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, nel giorno di Ajax-Milan, ha parlato di questo e di molto altro:

Sulla sua esperienza in rossonero e le sue aspirazioni: “Io non ero e non sono una testa matta. Andò come andò, ma dell’Italia ho un buon ricordo. Amo il Milan e mi piacerebbe tanto tornarci da allenatore. Faccio del mio meglio per diventare un bravo allenatore e dopo il Mondiale vorrei andare in un club. Studio e sono certo che con il tempo arriverò dove voglio. Sto imparando molto da Van Gaal, che è un tecnico leale, diretto. Per questo funziona. Ai giocatori bisogna sempre dire la verità, perché la sincerità li aiuta”. 

Su Balotelli: “Se fossi il suo allenatore, credo che potrei influire un po’ su di lui, aiutarlo a superare certe situazioni. Ma non si può fare di più. Balotelli è unico, come altri sono pezzi unici. Ha un carattere particolare, ma è una stella che farebbe comodo a ogni squadra e sta facendo grandi cose anche in Nazionale. Quindi bisogna rispettare il suo carattere e lasciarlo in pace. Ovviamente pagherà quando sbaglia in campo, ma è inutile pensare di cambiare il suo cervello. Mi piacerebbe allenarlo? Non conosco allenatori che non amino lavorare con i campioni”. 

Sui difensori italiani: “E’ vero che in Italia per un attaccante è difficile giocare, perché ti lasciano pochi spazi. Ma non è che ti picchiano per picchiare, e quindi devi reagire. Se ti picchiano è perché sei pericoloso e forte, è così che bisogna intenderla”. 

Su Ajax-Milan: “Sono due squadre per certi versi simili, perché non attraversano un grandissimo periodo. Ma l’Ajax è molto giovane, e la qualità è dalla parte del Milan. Non è solo questione di esperienza: credo che nessuno qui si aspetti che vinca l’Ajax e questo alla fine può essere un vantaggio per i ragazzi di De Boer. La pressione è sul Milan”. 

Su De Jong in Nazionale: “E’ fra i preconvocati per le partite con Ungheria e Turchia. Ha una gran voglia di tornare al Mondiale e se starà bene non vedo perché non dovrebbe farcela. I giocatori che sanno come si gioca una finale fanno sempre comodo in una manifestazione così breve”. 

Infine, la chiusura: “Van Gaal non è un duro, è giusto. Il problema è che nel calcio se ti affibbiano un’etichetta sei finito. Ma per Balotelli esiste un’etichetta sola: è una stella. Ricordatevelo”.