Dall’episodio di Atalanta-Milan al “No, grazie”: Curva-Seedorf, un rapporto da ricostruire

Share on facebook
Share on whatsapp
Share on linkedin
Share on twitter

C’è chi esulta per essersi lasciato alle spalle Allegri e chi è entusiasta del nuovo corso Seedorf. Nel mezzo un popolo di tifosi indecisi, che non riescono a fidarsi completamente dell’inesperto Clarence, avendo in mente forse qualche episodio controverso che negli ultimi anni ha caratterizzato la sua carriera da calciatore.

La Curva Sud in particolare ricorda la decisione dell’attuale tecnico di non indossare la fascia al lutto per la morte dell’ultrà laziale Gabriele Sandri. Clarence spiegò il suo gesto in quell’Atalanta-Milan facendo leva sul fatto che nemmeno per la morte del fratello di Kaladze era stato indossato il lutto. In un’intervista a GQ, anni dopo la spiegazione vera e propria: “Non lo feci per mancanza di rispetto. Quando andammo in campo non si sapeva nulla di chi fosse, che cosa fosse successo. Niente. E se fosse stato un mafioso?”.

Come non ricordare poi gli striscioni del 2012, a rapporto ormai deteriorato: “Seedorf arrogante, porta rispetto a chi per vederti camminare paga il biglietto“. L’accusa era quella di non sputare sangue per la maglia rossonera e di giocare per voleri presidenziali. “Cammina” sussurravano molti e giù qualche fischio da parte di San Siro. L’ultimo e più recente episodio risale allo scorso anno. Dopo la cavalcata di Allegri che consegna la qualificazione Champions al Milan, inizia a girare la voce che la squadra verrà assegnata a Clarence Seedorf. Così in via Turati ecco spuntare la scritta a caratteri cubitali: “Seedorf, no grazie“. Ma non sono tutti d’accordo, sul web in particolare scatta una campagna in difesa dell’olandese: impossibile criticare chi ha contributo a tante vittorie.

In questi giorni Mister Seedorf sembra essere stato accolto come un vero e proprio Profeta, l’uomo in grado di portare una ventata di novità ad una squadra spenta. Riuscirà l’ex Botafogo a convincere anche qualche scettico?