Le lacrime di Muntari, la Nazionale all’orizzonte: Max passa la palla al Professore, che arriverà domani…

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Ampio, ampissimo spazio quello dedicato stamane dai Giornali per analizzare ed approfondire l’esonero di Allegri. Ricostruzione e riassunto dell’intensa, frenetica e anche storica giornata in casa Milan, con numerose conferme su quello che vi abbiamo riportato tempestivamente di ora in ora e qualche nuovo retroscena.

ALLEGRI – Il “colpevole”. La sensazione è che l’aver pubblicamente e a più riprese ribadito l’addio a fine stagione, in un momento di crisi profonda di identità e classifica in campionato, abbia accelerato lo scenario che si sarebbe poi normalmente verificato tra 6 mesi. Alla società ha dato fastidio, Max si è fatto “male” da solo e prima del previsto. Da Sassuolo a Sassuolo, dalla promozione dalla C1 alla B alle valigie con i rossoneri: il ko per 4 a 3 è stato l’assist perfetto per la cacciata, a questo punto inevitabile. Ieri Allegri è apparso molto triste e provato, a Milanello ha calorosamente ringraziato ogni giocatore: Muntari è scoppiato in lacrime, Balotelli è sembrato parecchio scosso. Allegri, dal punto di vista umano, lascerà per sempre un buon ricordo. E all’orizzonte c’è comunque un’altra panchina che lo aspetta, riferisce La Gazzetta dello Sport, quella della Nazionale. Per il dopo-Prandelli, lo sappiamo, Allegri è in pole. E adesso è anche libero.

BARBARA BERLUSCONI – E’ stata una scelta presa in prima persona da Silvio Berlusconi, che è tornato a fare il presidente vero almeno a livello decisionale (ma sempre dietro le quinte), condivisa ovviamente dalla figlia Barbara ma anche da Galliani. Strano, ma non nuovo, il ruolo di prim’ordine che ha avuto in questa vicenda Lady B., l’unica ad aver anticipato piuttosto liberamente il destino che avrebbe atteso Max, non obbedendo a ciò che venne sancito nel CdA dello scorso dicembre ed inserendosi con due piedi nelle deleghe sportive di Adriano. Così facendo, senza dimenticare che Galliani non è stato presente al pranzo (rossonero) ad Arcore, ha messo bene in chiaro il maggior potere che nella sostanza potrà per sempre godere rispetto alla “concorrenza”. L’ad e Vice Presidente Vicario è rimasto ovviamente scottato dal cambio in panchina, essendo stato fin dall’inizio lo sponsor principale di Allegri, con cui ha pranzato prima di mostrare volto scuro e parole dispiaciute alla stampa.

SEEDORF – Professore, Obama o semplicemente Mister? Chissà come i giocatori chiameranno il loro allenatore. L’arrivo dell’olandese è previsto per giovedì, sabato si presenterà in conferenza stampa e domenica dirigerà a San Siro contro il Verona la sua prima “sinfonia”. Per Clarence è stato stanziato un contratto fino al 2016, collaborerà con Tassotti fino a giugno (anche se non è da escludere che il Tasso saluti prima) e poi sarà la volta di Stam e Crespo. Il primo è al momento assistente tecnico dell’Ajax, il secondo fa il commentatore: si preoccuperanno di difesa ed attacco in un modulo gestionale all’americana. Tutti e tre sanno cosa vuol dire il Milan, si tratta di un ritorno e non di un salto nel buio. Anche se le qualità di Seedorf come tecnico saranno da scoprire. Insieme a loro rimarrà Andrea Maldera (assistente tattico), Bruno Dominici (alla sua 12esima apparizione in rossonero) sarà il preparatore atletico e Valerio Fiori quello dei portieri. Seedorf vuol dire nuovo gioco e forse nuovo modulo, Kakà, Honda, Balotelli ed El Shaarawy saranno dei punti fermi. Arriverà domani, secondo SportMediaset, e sarà in tribuna per Milan-Spezia. Ma, scrive il Corriere dello Sport, senza soldi freschi per il mercato sarò difficile fare meglio di Allegri…