Seedorf Milan: "Orgoglioso dei ragazzi, questo è un gruppo coeso"

Seedorf: “Orgoglioso dei ragazzi, questo è un gruppo coeso. Se resto? Ora mangerò sushi…”. Le parole ad MC, Sky e Premium


Le parole di Clarence Seedorf al termine di Milan-Sassuolo:

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“Sono orgoglioso di quello che questi ragazzi hanno fatto in una situazione delicata e difficile con la costante pressione di dover fare sempre il risultato. Contento anche di tutti quelli intorno, di tutto lo staff, che è stato vicino ai ragazzi per aiutarli a tirare fuori il meglio di sè. Bergamo? E’ il calcio, ma tornando indietro anche in altre gare avremmo potuto portare dei punti a casa. Ma per come è stata la stagione i ragazzi hanno fatto il possibile, e già esserci arrivati così vicini all’Europa è tantissimo. Il calcio è questo. Dobbiamo pensare al punto in cui siamo partiti, era impensabile recuperare tanti punti su 5 squadre, quindi complimenti al gruppo. De Jong? E’ un grande giocatore e un grande uomo, è un grande leader ed è stato un pilastro in questi mesi, per tutti quanti. Spero possa fare un grandissimo Mondiale, il suo cuore e la sua testa sono sempre presenti. Tassotti? Abbiamo vissuto tanti momenti insieme e credo che con la possibilità che vada via sicuramente lo ringrazio per tutto quello che ha fatto da giocatore e da vice allenatore per il Milan. Domani grande evento di positività per il Milan e per tutti noi, è importante vivere con orgoglio un girone di ritorno dignitoso e questo fa ben sperare per il futuro”.

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Fin dall’inizio l’Europa League non era l’obiettivo che avevamo in mente, poi è diventato più concreto: i ragazzi sono stati veramente bravi, il gruppo ha dato tutto per finire la stagione in maniera dignitosa. Moratti mi fa i complimenti? Io con Berlusconi ho un ottimo rapporto, ma anche con Moratti ho sempre avuto un confronto affettuoso e personale. Futuro? Non ho intenzione di parlare attraverso i media, oggi non cambia niente: finirò le interviste, poi mangerò il sushi, domani giocherà a tennis e solo dopo parlerò con la società. Tassotti via? Me l’hanno detto, sapremo nelle prossime settimane. Da giocatore non mi sono mai sentito finito, ho sempre pensato che potevo migliorare, guardando anche da chi mi stava attorno. Anche da allenatore penso che si può sempre crescere, gli errori sulla formazione e sui cambi si faranno sempre: ma l’esperienza in campo, guidando un gruppo, è stata una cosa nuova ma molto bella. Ho visto sempre grande coesione. Io in una squadra non hai mai visto tutti i giocatori contenti, è normale, ma questo non vuol dire che non c’è coesione: a Madrid c’erano almeno 6-7 scontenti. Non c’è mai stata nessuna rottura interna nello spogliatoio. Zapata si è rifiutato di entrare? Assolutamente no, si stava scaldando ma poi ho scelto Balotelli perché dovevamo fare il terzo gol: Zapata è un grandissimo professionista, forse meritava più spazio ma dobbiamo anche fare i complimenti a Rami e Mexes. Con la società ci siamo messi d’accordo su quando ci vedremo. Grazie a tutti per i complimenti, vanno fatti anche ai giocatori, senza i quali tutto questo non sarebbe stato possibile”.

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Abbiamo fatto un girone di ritorno dignitoso, i ragazzi hanno lottato con forza e sono riusciti a cambiare rotta con prestazioni importanti. Il Milan meritava questo girone di ritorno. Io da allenatore ho cercato di creare le condizione per fare bene, ma i meriti sono tutti dei ragazzi. In allenamento ho dovuto spronarli solo in 2-3 occasioni, ma sono sempre andati forti lottando con 1000 motivazioni. Io a San Siro mi sento a casa, volevo che i ragazzi, a fine gara, applaudissero i tifosi perché ci hanno sostenuti in momenti molto difficile, credo sia stato un episodio molto bello. I cartellini dell’arbitro hanno rovinato un po’ la partita giocata molto bene dalle due squadre. Io partirò per il Brasile quando comincerà il Mondiale, ma sarò sempre a disposizione del Milan. Se ho un merito è quello di aver gestito il gruppo molto bene, di averlo motivato e creando uno spogliatoio coeso. Ho fatto degli errori e sono pronto a farne tanti altri, perché gli errori servono a crescere ed a migliorare come ho fatto nei miei 22 anni da calciatore. La coesione è essenziale in una squadra, la voglia di aiutarsi l’un l’altro è determinante, un esempio è l’Atletico Madrid. Balotelli dal mio arrivo ha preso solo 2 gialli nella fase iniziale, a livello comportamentale ha avuto una crescita importante, nelle 5 vittorie consecutive è stato importate; poi è ovvio che da Balo ci si attenda sempre qualcosa di speciale. Credo che Prandelli possa continuare a favorire la crescita di Mario. Dal mio arrivo ho affrontato una situazione difficile e l’ho fatto con i miei valori, portando rispetto verso tutti. La luce io ce l’ho dentro e la mostro a chi voglio, senza entusiasmo non avrei potuto trasmettere i miei valori alla squadra“.

 

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