In America si scopre la Primavera: i 7 profili dei nostri giovani d’oro

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L’oro del Milan è giovane e italiano, come piace al presidente Berlusconi. A farlo luccicare ci ha pensato anche La Gazzetta dello Sport, stamane impegnata nella presentazione dei “7 ragazzini terribili” a disposizione di Inzaghi. Un allenatore non casuale, ma anzi la figura più adatta per rinfrescare la Prima Squadra. In America i grandi non sono mai stati così pieni di aria nuova: non una semplice circostanza, non per caso, bensì grazie ad un progetto di valorizzazione ben preciso. Un’occasione, l’esigenza del momento.

E allora spazio a sottolineare nomi e talento dei protagonisti in questione. Alessandro Mastalli (’96), dimostratosi subito a suo agio con due gol (nell’amichevole in famiglia e contro il Monza), testa alta in mezzo al campo e tanta sostanza: un lottatore di qualità. Andrej Modic (’96), mediano di personalità e visione di gioco, si è messo in mostra con il Renate: i piedi sono di successo. Davide Di Molfetta (’96), attaccante superbo nello stretto. Zan Benedicic (’95): sloveno, grande potenza fisica e spinta offensiva; ad un passo dal passare in prestito al Leeds. Stefan Simic (’95), difensore tosto ed adattabile sia al centro che sulla destra. Marco Pinato (’95), esterno sinistro dall’inserimento facile, veloce e spesso decisivo. Infine, Hachim Mastour: l’unico a non aver messo la sua firma personale sul Viareggio della Primavera lo scorso anno, è un classe ’98. Basta questo per non correre troppo, il marocchino però è una gioia per gli occhi e già tecnicamente eccelso: ha bruciato le tappe e, secondo la Rosea, qualcuno lo paragona a Neymar. E non dimentichiamoci Mario Piccinocchi.

Potrebbe essere l’inizio di qualcosa di molto importante – spiega il responsabile del settore giovanile rossonero Filippo Galli alla GaSport -. Il budget è aumentato e stiamo investendo molto sull’attività di base, con cicli quinquennali. Lo scouting è molto importante, certo, ma il lavoro sul campo lo è anche di più. il talento ora te lo devi formare in casa anche perché lo imposti a livello motorio secondo la tua filosofia. Inzaghi? La sua esperienza è il nostro valore aggiunto, conosce la missione del club, fatta di tecnica ma anche di comportamento. Con lui c’è il rispetto assoluto. È da qui che si riparte in termini di stile e di senso di appartenenza: Pippo ha tutto perché la nuova avventura abbia risvolti diversi dal passato”.