Il mercato ha toccato le corde giuste. Nuovi subito decisivi

Il mercato ha toccato le corde giuste. Nuovi subito decisivi


Il match di andata del preliminare di Europa League contro il CSU Craiova di Devis Mangia ha fornito un responso chiaro, netto e inequivocabile: il Milan ha fatto proprio un buon mercato!

Una conclusione, questa, che potrebbe apparire affrettata, data la modestia tecnica dell’avversario europeo, ovvero prevedibile, data la mole di sostanze economiche investite dal duo Fassone-Mirabelli nella campagna acquisti estiva. Eppure, a metà aprile, all’indomani della celebre conferenza stampa di presentazione della nuova dirigenza, ben poche erano le parole ottimistiche o entusiastiche spese, da parte di commentatori ed esperti, per l’avvenire rossonero. Anzi. Si precisava, infatti, costantemente come il Milan, di cui, peraltro, si dubitava delle potenzialità economiche, in poco tempo avrebbe dovuto allestire una squadra competitiva, per non fallire il primo (e più importante) appuntamento stagionale, ossia il preliminare di Europa League. La dirigenza, però, già da tempo, aveva le idee chiare e, in poco meno di due mesi, è riuscita a regalarsi ben dieci acquisti. Numeri da record per il calcio italiano e per il Milan delle ultime stagioni. Così a Musacchio, Rodriguez e Kessié, che, ammaliati per primi  dalla corte del diavolo, hanno deciso immediatamente di sposare il progetto di rinascita rossonera, hanno fatto seguito, ancora, i vari Borini, André Silva, Donnarumma senior, Çalhanoğlu, Conti, Bonucci e Biglia.

Ma sono proprio i primi tre acquisti della nuova società a mostrare un cambio di rotta nelle strategie di mercato. Non si punta più ad avviare trattative improbabili per nomi blasonati che esaltino il pubblico, ma si punta dritti a colpi strategici, ponderati e, soprattutto, utili. Ciò è quanto è avvenuto con Musacchio, Rodriguez e Kessié, tre calciatori che consentono al Milan di colmare quell’atavico gap tecnico e psicologico, che, già dalle prime uscite stagionali, pare un lontano ricordo.

L’esterno svizzero, in primo luogo, rappresenta quel terzino di spinta che al Milan manca dai tempi di Serginho, di cui De Sciglio non ha mai degnamente raccolto l’eredità. Rodriguez è, infatti, padrone della fascia sinistra, match winner e migliore in campo per distacco. Corre, lotta, spinge, crossa e dimostra che quanto di buono si diceva sul suo piede aggraziato non era, di certo, frutto della fantasia teutonica. Traccia, infatti, una traiettoria velenosa su una punizione dal vertice dell’area di rigore che, in assenza di deviazioni, si insacca alle spalle di un beffato Calancea, regalando al Milan una vittoria preziosa come l’oro della Regina Elisabetta.

Non seconda a quella del terzino elvetico è la prestazione di spessore fornita da Mateo Musacchio. Centrale difensivo roccioso e forte tecnicamente che, sebbene sia evidentemente più lento dei brevilinei avanti rumeni, riesce sempre a intervenire tempestivamente e in maniera pulita ed elegante. Non disdegna qualche trucco del mestiere, come la leggera tirata di maglia a Mitrita, lanciato a tu per tu con Donnarumma, e sventa ogni potenziale azione palla al piede del Craiova, alleggerendo così la pressione quando la squadra è sulle gambe.

Ultimo, non certo per importanza, Frank Kessié. Il centrocampista ivoriano, finora al centro della scena solo per la nota questione sul numero 19 – poi ceduto a Bonucci -, già col Bayern Monaco (a cui aveva segnato la rete che aveva aperto le marcature) aveva dimostrato di essere in palla sotto il profilo fisico, ma col Craiova è stato disarmante, nel suo strapotere fisico, rubando palla con un facilità stucchevole agli avversari e dando il là a tutti i contropiedi degli uomini di mister Montella. Gli si può perdonare qualche sbavatura in fase di rifinitura, compensata abbondantemente dalla generosità mostrata in fase di interdizione e ripiegamento, mentre i compagni di reparto boccheggiavano sulla mediana. Insomma, il giovane ex atalantino pare pronto a vestire i panni di leader del gruppo, e, chissà, che la vicinanza con Gattuso (oggi allenatore della Primavera rossonera) non possa giovargli ulteriormente.

 

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