Dal Vicenza al Milan: vent'anni di Scaroni nel segno di Eni e Berlusconi. Ecco chi è

Dal Vicenza al Milan: vent’anni di Scaroni nel segno di Eni e Berlusconi. Ecco chi è

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Se si parla di Paolo Scaroni si parla di calcio, ma soprattutto di energia, di politica e di “salotti buoni”. Andiamo con ordine. Intanto, l’attuale consigliere d’amministrazione del Milan, in odore di salto alla presidenza targata Elliott, ha già in curriculum un’esperienza in società di calcio: andiamo indietro nel tempo agli anni Novanta, focalizzandoci sulVicenza di Francesco Guidolin. Scaroni era presidente della società veneta nelle stagioni d’oro, quelle della Coppa Italia vinta nel 1997 e della semifinale di Coppa delle Coppe dell’anno successivo. Ha sempre dichiarato, tra l’altro, di essere un tifoso vicentino, ma sicuramente ha un legame solido anche coi rossoneri, ereditando da Silvio Berlusconi piccole quoteprima del passaggio ai cinesi.

Scaroni, però, è ben più noto per esser stato ai vertici di Enel ed Eni tra il 2002 e il 2014. Ed è ancora più conosciuta la sua amicizia personale (e professionale) proprio con Berlusconi. Fu proprio l’ex patron del Milan, ai tempi Presidente del Consiglio, a nominarlo al vertice di Enel, nel 2002, e di Eni, tre anni più tardi. Fu sempre l’ex Cavaliere a tessere, grazie al ruolo di strategico dell’Eni di Scaroni, le trame diplomatiche più importanti, in Nord Africa e in Russia (sul web si trovano facilmente le immagini di Scaroni al Cremlino con Vladimir Putin).

Durante i Governi Berlusconi era quasi un Ministro degli Esteri “ombra”. Si narra che nel “Patto del Nazareno”, datato 2014, tra il leader di Forza Italia e Matteo Renzi da parte del primo ci fosse la volontà di confermare Scaroni al vertice di Eni. Il compromesso fu la presidenza (attuale) affidata a Emma Marcegaglia e il ruolo di amministratore delegato a Claudio Descalzi, “fidato” proprio di Scaroni. Ancora Berlusconi, nel 2015, convinse Matteo Salvini a proporre all’amico Claudio la candidatura a sindaco di Milano da opporre a Beppe Sala. Saltò tutto perché Scaroni rifiutò e venne candidato Stefano Parisi. Infine, per tornare ai giorni nostri, va ricordato come dal 2014 Scaroni abbia ricoperto il ruolo di vicepresidente di Rothschild, advisor che ha assistito Yonghong Li per il closing dell’aprile dello scorso anno con Fininvest.

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