Milan Glorie, la provocazione: chi potrebbe essere ancora utile alla causa?

Milan Glorie, la provocazione: chi potrebbe essere ancora utile alla causa?


Alzi la mano chi non l’ha pensato, guardando Milan-Liverpool: “Qualcuno di loro lo riprenderei volentieri”. Sia chiaro che si tratta di un gioco, di una provocazione, ma la domanda è lecita: quante glorie rossonere potrebbero essere ancora utili alla causa rossonera in campo? Quel Milan, dove sabato si registravano le assenze illustri di Nesta, Seedorf e Shevchenko, oggi è semplicemente inarrivabile. Quello Ancelottiano era un Milan di qualità e sostanza e giocava soprattutto in un calcio diverso, meno fisico.

IL MILAN DEL PASSATO E QUELLO DEL PRESENTE- Il Milan si è presentato ad Anfield Road dal primo minuto con con Dida, Cafù e Serginho sulle fasce, Kaladze e Costacurta al centro. A centrocampo con Pirlo in regia, Gattuso e Ambrosini ai suoi lati. E davanti Carletto non ha rinunciato al suo credo, proponendo il modulo col trequartista tanto caro all’ex presidente Berlusconi con Rui Costa dietro a Kakà e Inzaghi. Se il portiere e i centrali difensivi del Milan attuale fanno dormire sonni tranquilli ai tifosi e a Gattuso, sulle fasce gli stessi farebbero “carte false” per rivedere terzini fluidificanti in costante proiezione offensiva come i brasiliani Cafù e Serginho, che nonostante l’età fanno sempre brillare gli occhi. Tutti aspettiamo il miglior Conti, però il Pendolino era un’altra cosa. A centrocampo manca la qualità come l’ossigeno e il maestro Pirlo forse ancora oggi da fermo farebbe la differenza. Era assente un altro pilastro come Seedorf e visto l’allenamento a cui si sottopone ogni giorno, l’avremmo rivisto volentieri all’opera.

ENIGMA TREQUARTISTA- Davanti, trequartisti con la visione e la classe di Rui Costa al giorno d’oggi non esistono più. Ma Gattuso, se dovesse passare al 4-3-1-2, su cui si vocifera da qualche giorno, avrebbe ben tre giocatori in lizza che potrebbero ricoprire quel ruolo con caratteristiche diverse. Paquetá sembra destinato al ruolo di mezzala, posizione che trova d’accordo anche il ct della Selecao Tite, ma vederlo dietro le punte stuzzica la fantasia dei tifosi rossoneri. Suso accetterebbe mal volentieri il dislocamento: solamente Montella ha provato in passato ad accentrarlo senza grossi risultati. Inoltre, servirebbe gran sacrificio e un periodo di adattamento che il Milan non può permettersi, ma è evidente che il vero Suso (non quello allo stato attuale) si esprime al meglio delle sue potenzialità partendo dalla fascia. Però, se la presenza di Suso ha vincolato negli ultimi anni il sistema di gioco del Milan ed in questo momento non rende, sarebbe opportuno apportare delle modifiche. Ecco che il trequartista ideale potrebbe essere proprio Calhanoglu, esentandolo da compiti difensivi. In Nazionale, dietro le punte, si traveste e si mette i panni del fenomeno. Sarebbe da testare solo per capire se il problema risiede nella posizione o nella maglia del Milan che pesa. Fatto sta che uno di loro andrebbe ad innescare le coppia del gol Piatek-Cutrone, in una sorta di rivisitazione moderna di Sheva e Inzaghi.

Chissà se Gattuso, dopo il brindisi che gli ex-compagni gli hanno riservato, non abbia preso spunti e suggerimenti preziosi dalla giornata insieme alle leggende rossonere e decida di proporre qualche novità fin da sabato a Genova.




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