Sei qui: Home » News » Sala stampa, Mazzarri: “Abbiamo meritato di vincere. Il Milan può giocarsela con le big, ma ci vuole tempo”

Sala stampa, Mazzarri: “Abbiamo meritato di vincere. Il Milan può giocarsela con le big, ma ci vuole tempo”

Le parole del tecnico granata Walter Mazzarri in conferenza stampa post Torino-Milan:

Sul match e la vittoria: “Primo tempo male, come ci è capitato in casa col Lecce. Una partita dai due volti: primo tempo malissimo, secondo benissimo, anche se poi abbiamo sprecato troppe occasioni e bisogna diventare più bravi a chiuderla e c’è stato il rischio di non portarla a casa”.

Sulla prova del Milan e il merito della vittoria: “Io credo che il Torino abbia meritato di vincere, il Milan poteva chiuderla con il secondo gol, ma ci sarebbe stato il secondo tempo. Noi invece avremmo fatto il 3-1 a 15′ minuti dalla fine, perciò è un altro discorso. Nel finale eravamo stanchi e Sirigu ha fatto dei miracoli, ma al Milan due o tre occasioni si possono concedere. Ma anche noi nel primo tempo, nonostante la brutta prestazione, potevamo pareggiarla“.

Sulla cura Belotti e il paragone con Piatek, che stenta: “Belotti non si cura, è un giocatore forte, è un grande centravanti, ma non voglio parlare di cose che non riguardano la mia squadra”.

Sul primo tempo giocato male: “La vittoria importante è quella che ci voleva dopo Lecce, non eravamo più abituati a perdere perché è successo poche volte nel girone di ritorno dello scorso anno. Lecce ci ha dato un cazzotto in faccia e il primo tempo mi sembrava ci fossero ancora delle scorie. Poi ci ho parlato e ho capito. I ragazzi comunque sono ragazzi giovani, l’esempio è Berenguer, che a Genova è entrato bene mentre oggi è entrato impaurito. Devono crescere e imparare a soffrire le pressioni di una piazza importante”.

Sul Milan, la posizione che può ambire e Giampaolo: “Il Milan come valori tecnici può competere con le più grande. Ha allenatore nuovo che ha bisogno del suo tempo per dare le sue idee. Non è semplice. Ognuno ha un modo per organizzare le squadre, ha le sue idee, e ci vuole tempo per trasferirlo ad un gruppo nuovo e folto e magari a giocatori che non sono abituati a giocare in certi ruoli”.