Se salta Ibrahimovic, è pronto Mandzukic. I pro e i contro del suo (possibile) acquisto

Se salta Ibrahimovic, è pronto Mandzukic. I pro e i contro del suo (possibile) acquisto


Da ormai un mese l’argomento clou in casa Milan è uno, e uno soltanto: il possibile arrivo di Zlatan Ibrahimovic. Acquisto tanto sognato dai tifosi, ritenuto fondamentale dagli addetti ai lavori per tornare nelle zone nobili della classifica, e voluto fortemente anche dalla società (con buona pace di Gazidis e del “progetto giovani”). Ma i giorni passano, le notizie circolano, le cifre del contratto offerto al giocatore sono praticamente pubbliche, ma la chiusura sembra ancora lontana. Tanto che, apparentemente, il Milan stesso inizia ad averne abbastanza di questa situazione di stallo, di attesa infinita. Ed ecco che iniziano a spuntare le alternative per quel ruolo. Una su tutte, Mario Mandzukic. Il croato è fuori dal progetto Juventus, a gennaio (con ogni probabilità) lascerà Torino e sarebbe un profilo ideale per i rossoneri. Boban stesso – connazionale dell’ex Atletico Madrid – sembra essersi mosso in prima persona per iniziare quantomeno a sondare il terreno. Al momento rimane il piano B, ma se il matrimonio con Ibrahimovic dovesse saltare, le possibilità di vedere Mandzukic a Milano aumenterebbero esponenzialmente. Quali sarebbero i pro e i contro del suo acquisto?

I PRO – Che Mario Mandzukic sia ancora un grandissimo attaccante, non c’è dubbio. Il bomber croato, nel corso della sua carriera, ha girato in lungo e in largo per l’Europa. Spagna, Italia e Germania, dove ha raggiunto il punto più alto della sua carriera (triplete col Bayern Monaco). Senza tralasciare la finale mondiale con la sua Croazia. Insomma, un curriculum niente male. Parlando più nello specifico delle sue caratteristiche tecniche, il bomber juventino ha tutto quello che serve per ovviare al problema principale dei rossoneri: il gol. Con i bianconeri – pur avendo giocato spesso da esterno – ha siglato 44 gol in 162 presenze, condite da ben 18 assist. Nel 4-3-3 di Pioli (ri)troverebbe il ruolo che più gli è congeniale: prima punta di riferimento. E poi ci sono quelle caratteristiche che tanto sono mancate in questo inizio di stagione al Milan: l’esperienza, la grinta, la cattiveria agonistica. Parliamoci chiaro, Mandzukic non è di certo un “simpaticone” in campo. È il classico giocatore tanto amato dai propri tifosi, quanto odiato dagli avversari. Ma alla squadra di Pioli, in questo momento, c’è il disperato bisogno di questa tipologia di elementi in rosa.

I CONTRO – Innanzitutto, la carta d’identità. Mandzukic è un attaccante di primissima categoria, ma è impossibile non tener conto del fatto che sia un classe ’86. Sarebbe una soluzione per il breve termine, non di certo un elemento su cui basare il progetto dei prossimi anni. Ma se lui è l’alternativa a Ibrahimovic, viene facile intuire quale sia il diktat societario attuale. Altro fattore che potrebbe far storcere il naso riguarda la sua tenuta fisica. Il giocatore non ha mai messo piede in campo in questa stagione, difficile quindi pensare di vederlo subito in campo in caso venisse acquistato a gennaio. Ma non è finita qui. Bonucci, Higuain, Caldara. Cos’hanno in comune i 3? Hanno tutti fatto parte dello sfortunato asse Torino – Milano, che non evoca di certo bei ricordi. Mandzukic, in questo senso, potrebbe rappresentare l’eccezione che conferma la regola, o l’ennesima operazione di mercato fallimentare. Come andrà a finire? Una cosa è certa: qualcosa in attacco va fatto. Lo sanno i tifosi, lo sa la stampa, lo sa (soprattutto) la società. Resta da capire chi, tra Ibra e Mandzukic, avrà il compito di risollevare le sorti della stagione rossonera.

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