ESCLUSIVA SM - Dario Hubner: "Il Milan è un gruppo compatto. La tournée con i rossoneri fu bellissima"

ESCLUSIVA SM – Dario Hubner: “Il Milan è un gruppo compatto. La tournée con i rossoneri fu bellissima”

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Dario Hubner, ex attaccante tra le altre di Cesena, Brescia e Piacenza e capocannoniere della Serie A, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni di Spaziomilan.it in vista del Derby di Milano. Grande esperto di calcio e attuale allenatore di una squadra di ragazzi disabili, che segue con molta passione, ha trattato molti temi a partire proprio dalla stracittadina milanese, passando per la situazione attuale del Milan, fino all’amarcord della tournée con i rossoneri. Ecco le sue parole.

Come si presentano Milan e Inter a questa sfida: “Sicuramente è un Derby importante. Sono entrambe in buona forma e hanno cominciato alla grande. Sarà una grande sfida, perché il Milan è in vetta con tre vittorie, l’Inter è una grande squadra che ha pareggiato solo a Roma, ci si aspetta molto“.

La sfida è anche lo scontro tra Ibrahimovic e Lukaku: “L’Inter è più squadra ed è composta da una rosa più forte, come singoli è decisamente superiore al Milan. Vero però che il Milan ha un bel gioco di squadra con Ibra, grazie allo svedese i rossoneri sono compatti, danno tutto e insieme formano un grande gruppo. Mentre l’Inter deve dimostrare di essere da scudetto e sono convinto che i nerazzurri debbano puntare minimo ai quarti di finale di Champions League. Contro la Fiorentina, hanno fatto cinque cambi che sarebbero titolari in qualunque squadra in Europa“.

Un pensiero anche su un ex Brescia come Sandro Tonali: “In questi ultimi anni lo hanno sempre accostato a Pirlo, per me è un errore. Assomiglia più a un De Rossi: gioca davanti alla difesa, bravo in copertura, imposta il gioco ma non è come Pirlo che invece ha il lancio di quaranta metri che riesce a cambiarti una giocata difensiva in un assist mettendoti davanti alla porta. Sandro è sicuramente un giocatore importante, per dimostrare di essere un grandissimo giocatore però non bastano sei mesi ma c’è bisogno anche di qualche anno“.

La conferma di Pioli al Milan: “La scelta è giustissima. Il Milan nel periodo post quarantena ha giocato bene, ha vinto scontri diretti e non ha mai perso quest’anno. Penso sia una cosa giusta perché un allenatore debba meritarsi la conferma sul campo in base a come gioca la squadra e ai risultati che ottiene. Finalmente ha vinto la meritocrazia, sarebbe stato stupido cambiarlo con un allenatore che non conosceva l’ambiente. Penso che Pioli sia la persona giusta per ricostruire il Milan, riesce ad ottenere il massimo da questo gruppo, per cui lasciamolo lavorare in pace“.

Amarcord, l’esordio con gol a San Siro contro l’Inter: “Un ricordo bellissimo. Giocando a Cesena e a Brescia, dove lo stadio pieno era circa di 25mila persone, ritrovarsi a San Siro al debutto di Ronaldo con 84mila spettatori è stato pazzesco. Ricordo quando sono entrato a vedere il campo: c’era questo muro di gente, mi ha dato una carica e una adrenalina incredibile. Ancora oggi quando a vedere le partite penso che sia stupendo, si vede bene in qualsiasi parte della tribuna. Segnare al debutto il vantaggio è stata una grandissima emozione, poi Recoba si è svegliato…

La partita più emozionante giocata contro Milan e Inter: “Il debutto contro l’Inter sicuramente. Col Milan mi ricordo un 1-1 a Brescia: avevo rubato palla a Maldini e poi segnai con un bel diagonale. Contro i rossoneri vinsi anche 4-2 a Piacenza, feci doppietta, qualche giorno dopo il Milan andava a giocare contro la Juventus a Manchester la finale di Champions League“.

La tournée con il Milan: “Feci dodici giorni con i rossoneri che ricordo con grande affetto. Ho parte della famiglia Milan e ho visto delle cose bellissime. Quando si entra a Milanello, nello spogliatoio in cui sono passati tantissimi campioni, dietro c’è la statua di Nereo Rocco insomma, quando sei in questi club senti una pressione ed una carica non indifferente. Accadde tutto a mia insaputa: in quell’anno (2002 n.d.r.) col Piacenza dovevo salvarmi e all’ultima giornata contro il Verona riuscimmo a rimanere in Serie A. Ero già contento perché ho ottenuto la salvezza, ho vinto la classifica dei marcatori, in più torno a casa e il mio agente mi chiama dicendo di dover partire col Milan in tournée. Non me lo disse subito per non distrarmi dalla partita importante col Piacenza e a pensarci fu una scelta giusta. Quella fu una settimana perfetta. C’era sotto anche un’ipotesi di un trasferimento in rossonero ma non fu una cosa concreta“.

Pronostico sul Derby: “Io sono interista, però mio figlio è milanista: i nerazzurri sono a sette punti, i rossoneri a nove, quindi dico Inter così se dovesse vincere, sarebbero comunque entrambe ancora al vertice“.

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