La rivincita del Papero

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Per 15 giorni il tormentone più in voga è stato: Non è decisivo nelle partite che contano, non farà la differenza nemmeno questa volta”. Lui ha lavorato a Milanello, per recuperare dall’infortunio alla caviglia e decisivo lo è stato, eccome se lo è stato.

Che era speciale lo avevamo capito tutti, o quasi. Acquistato per 22 mln di euro a 17 anni, a 18 debutta, segna, incanta, poi si fa male e, per alcuni, non convince più. Troppo fragile, soglia del dolore bassissima, sopravvalutato, svogliato. A 19 anni si sposa con Sthepany Brito, modella brasiliana, dopo qualche mese si separa. Immaturo sul campo e nella vita. A 20 anni con Leonardo in panchina dovrebbe esplodere definitivamente, il Mondiale in Sud Africa è uno stimolo in più. Si fa male sul più bello, in Sud Africa ci va per fare beneficenza. A 21 anni, età in cui un calciatore “ normale” ha da poco capito se a certi livelli ci può stare o meno, a Pato si chiede di prendersi il Milan una volta per tutte. O adesso o mai più. O incidi o te ne vai. La media goal impressionate non interessa più a nessuno: “Di segnare con le piccole sono capaci tutti”. Nella partita più importante di inizio 2011 contro il Napoli fa il suo: segna, dispensa assist, è decisivo, ma non basta ancora: ”Vediamo al Derby senza Ibra”.

Detto fatto: un goal di rabbia e potenza, l’altro di opportunismo alla “Inzaghi” di quelli facili, facili ma che fai solo se hai senso della posizione e fiuto da prima punta. Fa espellere Chivu con uno scatto impressionante, è una spina nel fianco per tutta l’Inter, finchè esce stremato e si prende una meritata standing ovation. A fine match  la sua prima conferenza stampa, il responsabile della comunicazione del Milan ringhia contro i giornalisti rei di non attenersi alla partita e di fare continue domande sulla sua nuova love story con Barbara Berlusconi.

Pato è cresciuto, non fa più i cuoricini dopo un goal, ora spara, spara alle critiche, spara ai suoi detrattori, difende la sua relazione presidenziale e non ne parla perché: ”La vita è una scatolina ricca di sorprese”. È difficile essere fenomeno e trascinatore di una squadra da vertice a soli 21 anni, “Ale” in una notte è riuscito anche in questa impresa. Ora è davvero impossibile criticarlo.

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