Troppi nomi, ma alla fine serve solo…

Si parla di Ganso, si parla di Montolivo, ma si parla anche di Poli della Sampdoria, di Hulk del Porto, come di Fernando. Tanti, troppi nomi che finiscono, come sempre, in un calderone di speranze, ma soprattutto di illusioni. La realtà è una, non nascondiamoci: come spiegatoci in esclusiva da Carlo Pellegatti, probabilmente tutti i rossoneri in scadenza rinnoveranno, ad eccezione di uno, del più importante forse, ma anche del più gettonato: Andrea Pirlo.

Seguito in primis dalla Juventus, con Aquilani che già sogna all’idea di costituire con lui un centrocampo da sogno, il piede fatato di Brescia ha trovato poco spazio per diversi motivi: sì, l’infortunio, è chiaro, ma non solo. Il gioco di Allegri, per la prima volta, ha dimostrato che il Milan può incredibilmente fare a meno di lui, può sopperire a colui che, fino alla scorsa stagione, era considerato il factotum della mediana rossonera. Poi l’arrivo di Van Bommel, il ringalluzzimento di Seedorf e la linea tosta dei ‘mastini’, impreziosita dal folletto Boateng, sicuramente riscattato, hanno creato l’alternativa, l’alter ego, la soluzione alla Pirlo-dipendenza.

Ecco perché, tra tanti, troppi nomi, in verità alla fine servirà solo un sostituto per Andrea Pirlo, che può essere sì Ganso, ma che potrebbe anche essere rappresentato da un altro nome fuori ruolo, che comporterebbe, dunque, il definitivo arretramento di Seedorf e il prolungamento del contratto al pur stagionato Van Bommel. Insomma, c’è poco da dire: quell’Arjen Robben è un boccone davvero succulento e chissà che la sua volontà di lasciare Monaco possa essere colta al volo dalla dirigenza di via Turati.

Non costa poco, il buon Arjen, con i bavaresi che chiedono 40 milioni di euro, forse trattabili fino a 30. Ma negli ultimi anni il pazzo mercato ha dimostrato come la voglia di cambiare aria di un giocatore spesso possa indurre, se non obbligare la società d’appartenenza ad abbassare sensibilmente le proprie pretese. Un po’ quello che sta succedendo col brasiliano Ganso, ma la sensazione è che se ne stia parlando davvero fin troppo per pensare che il ragazzo del Santos sia il vero obiettivo di Braida e Galliani… Ibra insegna: non dovevano mica arrivare Dzeko o Luis Fabiano?

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