I veri effetti dell’aumento di capitale. Facciamo due conti

I veri effetti dell’aumento di capitale. Facciamo due conti


Rulli di tamburi e squilli di trombe: la Juventus ha i soldi per il mercato! Dalla riunione del Consiglio di Amministrazione è venuta fuori la grande notizia: 190 milioni di euro a disposizione! Hurrà, si può fare un pensierino a Iniesta o a Rooney se così stanno le cose…

Ma come sempre, i giornalisti degni di questo nome devono fare una sola cosa: informarsi, andare in fondo e capire bene. Ed è quello che noi di Spaziojuve abbiamo provato a fare.

Dunque: due conti del salumiere. I 190 milioni di cui si parla in realtà diventano 120 se si considera che 70 milioni sono un prestito della Exor (che per chi non lo sapesse, è la cassaforte di casa Agnelli, in cui una voce assolutamente predominante ha la famiglia Elkann). Questi 70 milioni, che vanno a coprire più o meno il “buco” nel bilancio attuale, andranno restituiti, a fine anno, con gli interessi, alla Exor, utilizzando l’aumento di capitale di 120 che avverrà dopo l’estate. Considerando che tale aumento sarà spalmato in tre esercizi (quindi sono in pratica 40 milioni l’anno) e considerando che solo con la soluzione dei quattro prestiti sono già stati spesi circa 37 milioni, sarebbe meglio riporre un attimo le trombe e i tamburi e capire esattamente che mercato sarà. Così come pare assolutamente imprescindibile, per continuare a parlare della Juventus come squadra di vertice, qualificarsi alla prossima Champions League (accesso diretto alle prime due, preliminari per la terza, da quest’anno, ricordiamolo). Solo con quegli introiti, infatti, insieme ai ricavi del nuovo stadio e ai diritti televisivi, si potrà sopravvivere nel prossimo futuro.


La Juventus di oggi, invece, non può assolutamente prescindere dalla cessione di alcuni giocatori, per provare a fare cassa. Per prendere il centrocampista va ceduto uno tra Melo e Marchisio, per fare il colpo in attacco bisognerebbe vendere bene Amauri e Iaquinta (ammesso che abbia mercato). Il problema è che questi giocatori, che vengono da una annata in alcuni casi disastrosa o, quanto meno, parecchio negativa, guadagnano anche parecchio. Amauri, ad esempio, per il quale pare che anche il Napoli abbia fatto un pensierino, guadagna oltre 4 milioni di euro all’anno ed è, quindi, assolutamente fuori dalla portata di un gran numero di squadre, così come lo stesso Melo il cui ingaggio si avvicina ai 3 milioni. Juventus prigioniera di sé stessa, dunque.

Viene in mente il periodo della Triade nel quale non si è mai dovuto far ricorso ad aumenti di capitale o alchimie simili. La Juventus era una macchina perfetta e una squadra straordinaria, senza chiedere un solo centesimo alla Casa Madre. Altri tempi, si dirà. Ma che tempi!

Francesco Alessandrella

 




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