Il punto sul calciomercato bianconero

Il punto sul calciomercato bianconero


Anche se se ne parla ormai da settimane, il calciomercato partirà ufficialmente solo il 1° luglio, quando potranno essere sottoscritti i nuovi contratti, ma già adesso quasi tutte le maggiori squadre hanno una fisionomia ben chiara, in vista della prossima stagione.

La Juventus di Capitan Conte risulta essere tra le più attive di questo (pre)calciomercato, avendo già preso i tre parametri zero Pirlo, Ziegler e Pazienza e avendo già riscattato i quattro prestiti che aveva stipulato la scorsa estate (o a gennaio) Quagliarella, Matri, Pepe e Motta. Mentre i primi due saranno quasi certamente due pedine fondamentali della nuova Juve, Pepe e Motta potrebbero anche essere inseriti in qualche trattativa e, quindi, non è detto che rimangano a Torino. Da dove è, ormai, partito Aquilani, pur senza aver demeritato nello scorso campionato, fallimentare un po’ per tutti.

Ma che Juventus sta nascendo? Proviamo a capirlo, anche analizzando quello che sarà – probabilmente – il modulo adottato da Conte e quelli che sono i rumors di mercato.

Il modulo prediletto da Antonio Conte è il 4-4-2 o, come più comunemente viene indicato, il 4-2-4, a sottolineare l’interpretazione particolarmente offensiva data al ruolo dai due esterni d’attacco.

Per quello che riguarda la fase difensiva, che forse è stato il vero punto debole della squadra di Delneri, quasi certamente si passerà da una difesa a zona ad una che  prenda “a uomo” gli avversari sui cross e sulle palle inattive. I difensori, inoltre, nel gioco di Mister Conte hanno anche compiti di circolazione palla e, spesso, del passaggio di innesco delle fasi di attacco. Ciò, ovviamente,  comporta la necessità di avere giocatori centrali di difesa che posseggano una buona tecnica e tempi di gioco del pallone. Considerando che Bonucci ha vissuto il suo anno migliore a Bari in una squadra allenata da Ventura (a cui Conte si rifà non poco) potrebbe essere davvero prezioso per questo sistema. Molto meno Chiellini. Volete la provocazione? Perché non provare Sorensen?

Per quello che riguarda gli esterni di difesa, Ziegler è pressoché perfetto per il 4-2-4 di Conte così come potrebbe esserlo l’altro svizzero della Lazio, a patto che arrivi (e che non ci si sveni). Rispetto alla coppia Motta – Grosso (o Grygera – De Ceglie, mettetela come vi pare) è senz’altro un grosso salto di qualità.


In mezzo al campo, gli interni del modulo di Conte non hanno molte responsabilità in fase di costruzione della manovra, mentre, in fase di non possesso palla essi coprono ampie porzioni di campo in orizzontale. Tra i giocatori già in organico alla Juventus, paradossalmente, quello più adatto a compiere questo tipo di gioco è il tanto vituperato Felipe Melo il quale, a parere di chi scrive, potrà essere scaricato definitivamente solo dopo aver giocato un anno nel suo ruolo e non aver reso quanto poteva e doveva. Rischia, invece, Marchisio, ottimo in un centrocampo a tre, che potrebbe essere costretto, ancora una volta, a ricoprire ruoli non suoi. È arrivato il momento, per il principino, di capire che cosa vorrà fare da grande. O chiede di giocare dove sa e può, e fa il salto di qualità definitivo, o diventa, per sempre, un buon giocatore da squadre di centro classifica, incapace di incidere. In questa ottica appare assolutamente incomprensibile l’acquisto di Pirlo: in un sistema che esclude gli interni dalle fasi “calde” delle fasi di attacco, che richiede ampie porzioni di campo da coprire e giocate a uno-due tocchi per rispettare i tempi dei movimenti dei quattro d’attacco, non si capisce quale potrebbe essere il ruolo dell’ex milanista il cui amore per il pallone paradossalmente potrebbe portare completamente fuori giri i movimenti del quartetto offensivo. Sissoko può essere una pedina importante, a patto che risolva definitivamente i suoi problemi fisici. Momo è il classico calciatore che al massimo della sua potenza fisica è devastante ma che quando non riesce a fare il suo gioco diventa una palla al piede.

Tra gli esterni, Krasic potrebbe interpretare il ruolo giocando a destra sul suo piede forte. E qui veniamo al punto dolente: oggi come oggi, volendo considerare Pepe solo una riserva di lusso, e salutando senza rimpianti Martinez, che esterno, tra l’altro, non è, appare chiaro che all’appello mancano almeno due esterni di ruolo, magari entrambi mancini, capaci di giocare dentro il campo e quindi dotati di tecnica, dribbling e capacità di assist. Un nome su tutti, sul quale il sottoscritto farebbe la vera follia del mercato è senz’altro Ribery; non male, ma di un altro pianeta rispetto al brasiliano, Bastos di cui si parla insistentemente.

Nel reparto avanzato, la Juventus dispone di quella che, per età, assortimento e qualità, potrebbe diventare la coppia di attaccanti della nazionale del prossimo futuro: Quagliarella – Matri sono pressoché perfetti anche per il gioco di Conte, come lo stiamo delineando. Del tutto inutili invece Iaquinta, Amauri e Toni, troppo lenti, non particolarmente dotati sul piano dei tempi di gioco e poco in grado di giocare combinazioni rapide coi compagni. Considerando Del Piero, serve almeno un’altra punta. Visto che la Juventus, purtroppo, sarà impegnata solo in campo nazionale con il campionato e la Coppa Italia, si potrebbe pensare di dare fiducia a qualche giovane emergente tipo Immobile o Pasquato, senza costringerli a penose ed inutili annate in prestito in squadre che non credono in loro.

Insomma, se top player deve essere, il buco da riempire sembra a centrocampo, sugli esterni. Aguero, Benzema, Higuain, Giuseppe Rossi sono nomi straordinari che servono anche per la campagna abbonamenti partita in questi giorni. Ma bisogna anche fare i conti con le necessità di organico, cercando di non buttare via soldi come purtroppo è avvenuto nel recente passato (Andrade, Tiago, Diego, Martinez sono solo alcuni nomi di affari costosi e poco incisivi), sperando anche che la cattiva sorte che si è abbattuta sulla squadra negli ultimi anni si distragga un po’ e ci permetta di disputare il campionato con tutti gli effettivi almeno una volta.

Francesco Alessandrella

 




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