Pagellone Tricolore: I CENTROCAMPISTI

Pagellone Tricolore: I CENTROCAMPISTI


Terminata la stagione calcistica, riviviamo il trionfo rossonero 2010/2011, attraverso le pagelle ai protagonisti in quattro appuntamenti speciali.

Van Bommel 7,5 – Rinominato “San Bommel”, è la svolta del Milan di Allegri. Dopo la partita di Brescia, Galliani dichiara di averlo pensato in una notte e preso subito, fortunatamente. Mark prende le chiavi del centrocampo rossonero dando sostanza e quantità a un reparto che fino ad allora era sempre stato un’accademia delle belle arti, chiedere a Pirlo per conferma. In 5 mesi è stato capace di cambiare il Milan e di farselo su misura, non male per un 34enne.

Gattuso 7 – Ennesima grande stagione della colonna Rino. Inizia la stagione con il rimorso della passata, lo finisce in apnea ma con 2 gol all’attivo: pesantissimo quello a Torino per lo 0-1 finale, tappa fondamentale nella corsa scudetto. Si prende la fascia di capitano e perde punti nel face-to-face con l’ex rossonero Joe Jordan nell’andata di Champions League contro Totthenam; errore che un gladiatore non deve commettere, ma rimediabile sul campo. E Rino non si tira indietro.

Seedorf 6,5 – E’ il simbolo della stagione rossonera. Inizia la stagione malissimo, fino a marzo le sue presenze in campo sono degne delle migliori statue di Michelangelo. Poi improvvisamente la svolta: in un sabato di aprile, in una partita speciale come il derby, Clarence riemerge dall’abisso e sfodera prestazioni sontuose. Gol, come quello a Firenze e con la Samp, giocate di alto livello e performance da Seedorf gli garantiscono un altro anno in rossonero. Tutti lo elogiano per il finale di stagione, ma l’inizio nel complesso pesa. Giustamente.

Strasser 7 – Direttamente dalla Sierra Leone, il giovane Rodney quando viene chiamato in causa si fa trovare pronto. Gioca solamente 3 partite in campionato, ma a Cagliari è subito decisivo. Buttato nella mischia per mancanza di alternative, Strasser mette i muscoli al centrocampo rossonero e strappa i primi applausi di San Siro. In primavera è sprecato; dall’anno prossimo verrà aggiunto alla prima squadra.

Flamini 6,5 – Manca ancora il salto di qualità. Si dimostra decisivo nella gara di ritorno col Bologna firmando il gol partita, ma da Flamini ci si aspetta qualcosa di più. Un’ottima riserva di un Milan sempre più in formato Champions League, ma il francese chiede più spazio. Adesso la palla passa a lui; la prossima stagione deve essere la conferma definitiva.

Pirlo 6,5 – La sufficienza è alla carriera. Dopo 10 anni di onorato servizio, Trilly Campanellino decide ci cambiare aria, direzione Torino. Il piede, fatato e pronto a dipingere, è sempre caldo. E quando gli si da lo spazio per sfoderarlo, si vede. Relegato a giocare la Coppa Italia e gli ultimi pezzi di partite già archiviate, Pirlo trovo poco spazio nel modulo di Allegri, anche causa dei suoi infortuni. 232 partite col Milan e 32 gol in campionato; uno realizzato quest’anno, a Parma, dove la palla calciata dal cecchino di Brescia toglie le ragnatele dall’incrocio della porta del Tardini.

Ambrosini 6,5 – Il capitano. La scena di Ambrosini che alza la coppa del tricolore vale la sufficienza, ma Massimo mette anche le prestazioni su questo scudetto. Il gol di Bari e le 18 presenze in campionato gli consentono comunque di guadagnarsi un altro anno di contratto per l’anno prossimo; ancora insieme, ancora da capitano.

Boateng 8 – Le sue esultanza, potenti allo stato puro, valgono il prezzo di ogni partita del Milan. Noi l’abbiamo definita la “variabile impazzita” del modulo di Allegri, e lui non ci smentisce. Seconda punta, trequartista, mezz’ala, esterno: per il Prince non c’è differenza. Corsa e buona tecnica sono le caratteristiche che in questa stagione abbiamo apprezzato di più. Inventa un nuovo modo di concepire il ruolo sulla trequarti, portando velocità e grinta in un ruolo solitamente sinonimo di piedi buoni. Fortemente voluto da Allegri nel mercato estivo, Kevin Prince Boateng viene interamente riscattato dai rossoneri e il balletto alla MJ nella festa rossonera e solo la ciliegina sulla torta di una stagione princ(e)ipesca.

Merkel 7 – Il giovane tedesco, nato in Kazakistan, come il suo compagno di primavera Strasser, si dimostra già all’altezza della Serie A mostrandosi pronto nel momento del bisogno. Il suo unico gol, contro il Bari in Coppa Italia, è il coronamento di una stagione che l’anno prossimo lo vedrà come la grande promessa rossonera.




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