Ambro e quel tabù da sfatare…

Una fascia che vuol dire tutto. Doverosa, preziosa e pesante. Ambro, capitano vero! Passano le stagioni ma lui resta sempre lo stesso: luce del centrocampo, ossigeno puro al servizio della squadra. Umile come pochi. Lo si potrebbe definire un vincente nato, no non è così. Ambrosini è il simbolo della vittoria raggiunta con sacrifico e sudore.

Nelle ultime e recenti vittorie rossonere lui c’è sempre stato e da protagonista. Una carriera che parla da sola. Sabato scenderà in campo per disputare la sua quinta finale di Supercoppa di Lega, niente male. Appuntamente importante che Massimo avevo sfiorato a soli 16 anni, sotto la guida di Fabio Capello. Poi, in ordine: Juventus-Vicenza 3-0 nel 1997, Milan-Parma 1-2 mel 1999, Milan-Juventus 5-3, dopo i calci di rigore, nel 2003 e Milan-Lazio 3-0 nel 2004. Bilancio non troppo positivo, due sconfitte e una vittoria.

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La più recente, da qui bisogna ripartire. Un tabù da sfatare. Vincere il derby, sarebbe il terzo in un anno. Una soddisfazione, per lui e per il Milan. Pechino ci aspetta, Ambrosini è già pronto.

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