Ballo, ballo, ballo da capogiro…

Da ciliegina sulla torta a imprescindibile. L’anno scorso l’arrivo di Robson de Souza Robinho era passato in secondo piano rispetto a quello di Zlatan Ibrahimovic. Molti avevano etichettato l’acquisto come superfluo, anche per un Milan che voleva vincere tutto. L’inizio non era stato dei migliori soprattutto a causa della mira davanti alla porta tutta da sistemare. Con il passare delle giornate però il piccolo brasiliano ha incominciato ad ingranare e ha collezionato la bellezza di 14 gol, praticamente gli stessi di Ibra e Pato.

Trequartista o seconda punta, indistintamente e senza mai lamentarsi. Corre davanti e copre dietro, segna e fa assist. Il folletto ex Madrid e City è diventato un elemento fondamentale per il Milan di Allegri. Ieri, dopo un inizio di stagione con il freno a mano tirato, anche grazie al suo innesto, il popolo di San Siro ha potuto finalmente godersi uno spettacolo degno dei campioni d’italia in carica.

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Il numero settanta è stato protagonista non solo con il gol del 2-0 ma anche con le sue esultanze da vedere e rivedere in continuazione. Prima qualche passo di samba in solitaria, causa l’assenza di Thiago e Pato, poi i festeggiamenti pittoreschi per il gol di Cassano. Con il sorriso stampato sul volto Robson si è preso il Milan. Senza saudade, mal di pancia o quant’altro ha conquistato tutti. Chi non lo considerava un top player, se non lo ha già fatto, dovrà ravvedersi e scusarsi con il brasiliano tascabile. Ma niente paura: Robi non si arrabbia mai. Lui corre, segna e poi…balla!