SM ESCLUSIVO - Caressa punta sul Milan

SM ESCLUSIVO – Caressa punta sul Milan

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È la voce di Sky che sa rendere un goal speciale e indimenticabile. È colui che ai Mondiali 2006 ci ha fatto amare l’Italia come mai prima con la sua tensione e la sua partecipazione. Lui è Fabio Caressa.

La vittoria sul Palermo ha rivitalizzato tutto l’ambiente rossonero. L’inizio di stagione, però, è stato piuttosto altalenante: quanto pensa abbiano inciso gli infortuni?  E in particolar modo crede che Pato resterà per sempre un campione a mezzo servizio?
Credo che il fattore che più ha condizionato questo inizio di stagione del Milan sia stata la partita in Cina di inizio agosto. Si è parlato poco di questo impegno e forse è stato molto sottovalutato da un punto di vista del dispendio di energie, però dopo una simile fatica i rossoneri non avrebbero potuto puntare su una partenza col turbo. Pato? I suoi problemi muscolari dimostrano che è necessario un diverso modo di lavorare e allenarsi: ora che tutti ne sono pienamente consapevoli le cose andranno sicuramente meglio.

Capitolo mercato: di quali giocatori avrebbe bisogno questo Milan per migliorarsi? Sul fronte uscite crede che l’interesse del Barcellona per Thiago Silva possa trasformarsi in qualcosa di più?
Partendo dal presupposto che in Italia alcuni stipendi non possiamo permetterceli, sono convinto che la dirigenza non rinuncerà facilmente a Thiago. Non credo tantissimo al mercato di gennaio: ora come ora in giro, a un prezzo giusto non vedo giocatori che possano fare la differenza. Il Milan è ancora la squadra più forte senza bisogno di ritocchi.

Ignazio Abate: la sua enorme crescita è sotto gli occhi di tutti, avrebbe mai pensato potesse arrivare a questi livelli?
Sì: lo ho visto giocare a 18 anni, in Napoli-Avellino in serie C e già allora si vedevano le sue enormi potenzialità.

Spostiamoci per un attimo all’estero. Afferma sempre più spesso di esser stanco del Barcellona: crede che le continue vittorie alla lunga possano dare assuefazione? Il suo calcio potrebbe essere praticabile in Italia?
Credo che il malumore di Guardiola derivi principalmente dal rapporto difficile con l’attuale presidente Rosell, che lo vede come l’uomo vincente e di fiducia della vecchia dirigenza. Non credo che Pep andrà all’Inter: i nerazzurri dovrebbero iniziare a lavorare molto di più sui giovani e rivoluzionare la loro mentalità. È molto più probabile che, finiti gli Europei, prenda la panchina della Spagna. Tra i suoi emulatori in Italia credo che i risultati più interessanti li stia ottenendo Luis Enrique con la Roma.

Un’ultima domanda sulla Nazionale. Maggio, Marchisio e Montolivo: tre M terribili, chi ci stupirà agli Europei?
Mi gioco Marchisio.

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