Lavagna tattica: il Barça di Pep

Lavagna tattica: il Barça di Pep


Mercoledì sera, in occasione della quinta giornata della fase a gironi di Champions League, i ragazzi ospiteranno il Barcellona. Incontro senza dubbio affascinante, ma, diciamo, fine a se stesso. Siamo infatti già qualificati e i Campioni d’Europa ci staccano di ben due punti. Per dare un vero e proprio senso alla partita, quindi per sorpassarli, dovremo, a tutti i costi, riuscire a vincere. I blaugrana sono potenzialmente i più forti al mondo. Peccato, per loro, che ciò non significhi che sono imbattibili. Batterli sarà difficile, ma non impossibile.

Il Barcellona si disporrà in campo con il classico 4-3-3. Squadra corta, calcio rapidofluido, figlio di sovrapposizioni ed inserimenti( dai quali non sono esenti nemmeno gli esterni difensivi) perfettamente diretti da Xavi, centrocampista dotato di eccellente senso del gioco. Sono questi i dogmi dei catalani. E l’estro di Leo Messi farà il resto. In sintesi: tenteranno di fare girare palla il più possibile, per poi colpirci appena troveranno un varco, dovuto ad un errore di posizionamento. Per evitare che il Barça imponga il suo gioco, rendendo quindi il loro possesso palla il più sterile possibile, servirà una gara tatticamente perfetta. Il fatto che manchi il miglior centrocampista del momento, Andrès Iniesta, non potrà inoltre che facilitarci.

Sarebbe cosa buona e giusta che il nostro centrocampo fosse composto da Nocerino, Ambrosini e Aquilani. Questi ultimi, per impedire a Messi e compagni di passare, dovranno rimanere praticamente bloccati sulla nostra trequarti e cercare di costruire una sorta di muraglia. Il trequartista, Boateng, dovrà essere chiamato al doppio lavoro: ripiegare per vincere la battaglia nella zona nevralgica del campo ed inserirsi, come lui sa fare, nelle azioni offensive. Per quanto concerne le fasce, i nostri terzini, si spera e si pensa siano Abate e Zambrotta, saranno costretti a prediligere la fase difensiva, spingendo solo una volta creatosi lo spazio.

In ogni caso, una volta recuperata la sfera, specie se passasse dai piedi di Aquilani, sarebbe utile verticalizzare immediatamente per Ibrahimovic. La presenza di Ibra, il migliore al mondo nel difendere il pallone, sarà importantissima, sia in area, sia come trampolino di lancio per Boateng e per Robinho. Quest’ultimo, che per nulla al mondo potrà permettersi di essere svincolato dalla fase di recupero palla, dovrà, insieme a Boateng, praticare pressing alto e sfruttare la sua velocità e le sue abilità di contropiedista. Proprio così. Se trovassero una squadra arcigna, compatta ed organizzata, non è detto che i Campioni d’Europa non si sbilancino.

L’importante è che noi interpretiamo la partita in maniera perfetta. Ricapitolando: otto uomini a coprire la trequarti, due alti a pressare e, ogniqualvolta fosse recuperato il pallone, palla lunga per Ibra, supportato Robinho e Boateng. Solo così, potremo battere il Barcellona.




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