7 maggio 2011, l’Italia è rossonera!

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Roma-Milan 0-0, la gara Scudetto. O meglio, la partita della catarsi. Dall’ultimo tricolore, erano trascorsi ben sette anni. Troppi. La dominazione nerazzura, in Italia, si faceva sentire. Era il momento della svolta. E svolta fu!

In quel sabato sera di inizio maggio, per tornare al comando dell’Italia, sarebbe bastato uscire dall’Olimpico di Roma con un punto. Da quanto emerge dalle prime battute del match, però, è la Roma, alla disperata ricerca di punti, a fare la partita. Al 15′ un brivido attraversa la schiena dei rossoneri: Vucinic, imbeccato da un cross di Cassetti, si trova a tu per tu con Abbiati. Sembra un gol già fatto, ma Christian abbassa la saracinesca e blocca la potente e ravvicinata conclusione del montenegrino. Una manciata di primi più tardi, tocca a Sandro Nesta togliere dai piedi di Vucinic una ghiottissima palla gol.

Passano i minuti e, fortunatamente, il Milan cresce. La Roma deve accontentarsi di trascorrere la seconda metà della prima frazione di gioco praticando un improduttivo possesso palla. Nella ripresa il Diavolo inizia a farsi vedere: Robinho, al 47′, ha un lampo di genio e, dopo avere pedalato per parecchi metri, entra in area e piazza un gran destro. Doni è battuto, ma il palo respinge la conclusione. All’ora di gioco il neo entrato Ambrosini offre un deliziosissimo pallone a Boateng. Kevin taglia veementemente la difesa della Roma, uccella Doni con un sublime tocco sotto ma il pallone  si spegne solo sul fondo.

Sprecata questa occasione, la paura inizia ad assalire il popolo rossonero. Ma Thiago Silva e Van Bommel dominano in lungo e in largo, rompendo le ragnatele capitoline. Più si va avanti, più il Milan riesce ad addormentare il match. E, quando Ambrosini respinge al mittente l’ultimo traversone di Cassetti, l’incontro finisce. Il Milan è, per la 18ma volta, Campione d’Italia! La catarsi è avvenuta…  Milano, la Capitale e l’Italia intera si tingono di rossonero. Festeggiamenti e scatti: il bacio tra Pato e Barbara, l’esultanza di Galliani, il giro di campo di un Oddo e Boateng che allaga il terreno di gioco con lo champagne.

Eppure, è un’altra l’immagine emblema della serata. Massimiliano Allegri, portato in trionfo da giocatori e membri dello staff. Concreto e pragmatico, nonostante avesse compiuto alcuni errori e fosse stato parecchio aiutato dal Presidente (campagna acquisti docet), il nostro mister era riuscito infatti a trovare l’ingranaggio corretto e a vincere le gare più complicate. Elemento vincente.

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