Alla ricerca del capitano perduto…

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Grazie all’importante vittoria di venerdì sera contro il Genoa di Malesani, il Milan è tornato a vincere in casa dei grifoni dopo ben 4 anni. Tre punti in cassaforte e primo posto in classifica. Gli artefici della vittoria? I nomi, oramai, sono sempre quelli: Thiago Silva per la difesa, Nocerino per il centrocampo, Ibrahimovic per l’attacco. Nota dolente della partita? La prestazione del capitano Massimo Ambrosini, schierato titolare al Marassi al posto dell’indisponibile Van Bommel.

Per il capitano, le pagelle post Genoa-Milan sono impietose: nessuna sufficienza, ma tanti “5” conditi da commenti che lasciano pochi dubbi sul momento no che sta vivendo Ambro. Il biondo centrocampista, infatti, è apparso decisamente fuori condizione: poco preciso e puntuale negli interventi, privo di quella lucidità e incisività che in passato hanno sempre contraddistinto le sue prestazioni. Nei 68 minuti giocati, da segnalare un’ammonizione, qualche disimpegno sbagliato che avrebbe potuto lanciare in porta gli attaccanti genoani, e un gol mancato su assist del solito Ibra. Insomma, il vecchio Ambrosini era un’altra cosa. Un giocatore indispensabile per il centrocampo rossonero, un lottatore a tutto campo, prezioso per la sua abilità aerea sia in fase difensiva che offensiva, capace anche di realizzare gol importantissimi come quello di testa contro il Psv, che regalò al Milan la finale di Istanbul.

Questo Ambrosini, è un giocatore ancora in cerca di un’accettabile condizione fisica. Dopo la panchina contro il Chievo, Allegri gli ha concesso un’importante chance schierandolo dal primo minuto come centrale di centrocampo, ma la prestazione del capitano è stata decisamente sottotono. Ad Ambro manca ancora concretezza, manca brillantezza: rimedia un’ammonizione e il Mister lo sostituisce per Seedorf, ma la verità è che il numero 23 rossonero non ne aveva più. Le 35 primavere non giocano di certo a suo favore, competere sulla corsa con ragazzini classe ’92 come Merkel non è cosa da poco. Ritornare l’Ambrosini di un tempo, forse, sarà impossibile, ma aspettarsi di più da un giocatore come lui non è comunque pretendere troppo.

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