La clausola della verità, l’errore del City

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In quel di Londra il Milan ha confezionato e messo sotto l’albero rossonero il suo, ma anche nostro, pacchetto di Natale. Indipendentemente dalle smentite o dalla mancanza, per forza di cose e di dettagli, di una vera e propria ufficialità. A prescindere dalle richieste del City e dalla proposta di Braida, le cui parole di ieri lasciano intendere che il più è stato fatto. Se la ride Galliani che, dopo aver bloccato a sorpresa Keita, ha appreso la buona volontà dei Citizens di abbassare le proprie pretese e (quasi) di rispettare l’offerta del Diavolo. Tevez è in arrivo.

Prestito oneroso con il riscatto previsto in estate, con la formula del diritto nella forma ma dell’obbligo nella sostanza. I rossoneri, infatti, hanno dato la parola a Brian Marwood di riscattare Tevez nel prossimo mercato, forti di un accordo che il Milan nella sua storia e in diversi acquisti ha sempre rispettato, e sicuro del valore dell’Apache che non deluderà le aspettative. Con un elemento a proprio favore in più, determinante e che il Diavolo ha scoperto con piacere proprio ieri a Londra. Nel contratto di Tevez è infatti presente una clausola che, in caso di vittoria del City in Premier, obbligherebbe la società dello sceicco Mansour a raddoppiare lo stipendio previsto nel contratto di Carlitos. Da 10 a 20 milioni, un aumento super che i Citizens non vogliono correre il rischio di dover sborsare.

Un particolare che il Milan ha colto e utilizzato subito a proprio favore. Martedì prossimo, salvo smentite, dovrebbero ricominciare i contatti tra le due società per continuare a trattare nel tentativo di chiudere entro il 2012, così che Tevez possa arrivare a Dubai il prima possibile e incominciare una nuova avventura che, senza ormai più nessun dubbio, si chiama Milan.

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